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Parco/ Dagli animalisti arriva un nuovo strumento per fronteggiare gli attacchi agli allevamenti

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Risale a poco più di un mese fa l’in­contro tra il presidente del Parco Nazionale del Gargano Pasquale Pazienza e gli operatori imprenditoriali del promontorio, principalmente allevatori, agricoltori e itticoltori, promosso dal comita­to Terra Nostra Gargano a San Giovanni Rotondo.

In quella occasione, come già in altre circo­stanze, è emerso lo spiccato malumore dei garganici rispetto ai danni provocati dalla fauna selvatica, in particolare lupi e cinghiali che mettono ulteriormente in ginocchio un settore già profondamente in crisi.

Pazienza ha colto il segnale e si è impegna­to in quell’occasione a dare risposte con­crete. Tra queste va annoverata l’adesione del­l’ente al progetto Zero cani in canile, pro­mosso dalla storica animalista di Vieste Francesca Toto, inserito tra l’altro nel piano di prevenzione della Asl.

Zero Cani in cani­le è nato proprio nella località garganica nel 2011 dalla constatazione che i canili non stavano risolvendo il problema. Francesca Toto, esperta di marketing ha ideato il pro­getto e i volontari della Lega perla Difesa del cane di Vieste per primi lo hanno applicato ottenendo risultati importanti. Il budget co­munale è passato da 140 mila euro a 8 mila euro annui, si sono azzerate le richieste di risarcimento per aggressioni e incidenti, so­no scesi drasticamente i casi di uccisioni e maltrattamenti di animali.

Anche il numero dei cani si è ridotto considerevolmente e la popolazione è molto più preparata sulle pro­cedure da attuare. Il progetto prevede che invece di accorpare i cani nei canili, attra­verso appositi accordi con associazioni di categoria, a cui si potranno fare sgravi fi­scali, si identificano con l’aiuto delle associazioni animaliste, aziende disposte a cu­stodire, fino ad adozione, 2 -3 cani.

Le as­sociazioni si occupano di monitorare gli ani­mali, di fare campagne nelle scuole e ado­zioni. L’abbattimento del randagismo ha permesso lo sviluppo di un turismo animai friendly che oggi fa di Vieste la località più conosciuta in Italia per accoglienza di turisti con animali. Questo meccanismo è stato adottato anche dal Parco, ad annunciarlo la stessa Toto: “Zero cani in canile parte sen­za alcun costo nei 18 Comuni del Parco Na­zionale del Gargano.

Il randagismo fa male agli animali, alle aziende agricole e zootec­niche che subiscono predazioni (su 14 pre­dazioni di bestiame dall’analisi genetica, 8 sono di cane e solo 6 da lupo), alle casse dei Comuni, allo sviluppo di un territorio. Que­sto sarà il primo step che porterà successivamente il progetto alla sua applicazione sui Monti Dauni e nel Tavoliere, ovvero nel restanti 23 Comuni della provincia di Fog­gia.

La prima azione sarà la costituzione del­la Task Force in ogni Comune con le forze dell’ordine, Asl e associazioni al fine di atti­vare immediatamente con i Carabinieri fo­restali la mappatura e le sterilizzazioni di massa nelle aree rurali.

Contestualmente la Polizia Locale di ogni Comune attiverà il controllo in area urbana sui privati. Sia i Ca­rabinieri Forestali che la PL saranno coa­diuvati dalle associazioni di Protezione Ci­vile. Contestualmente si terranno incontri con i dirigenti scolastici per l’attivazione di campagne informative nelle scuole e pres­so la popolazione”.

Pazienza ha tempestivamente informato anche il presidente del comitato Terra No­stra, Saverio Siorini sulle iniziative intra­prese dall’ente. “Pazienza – ha fatto sapere Siorini a l’At­tacco – sta facendo degli incontri nei vari co­muni con forze dell’ordine, associazioni di volontariato e Asl per condurre la sterilizza­zione degli ibridi o cani inselvatichiti che gi­rano all’interno del Parco e creano proble­mi. Mi ha chiamato per aggiornarmi.

Mi ha fatto anche sapere che continueranno le riu­nioni nei vari enti locali e che il comitato sa­rà un interlocutore privilegiato del Parco. Plaudiamo a queste iniziative ma mante­niamo alta la guardia anche per il problema legato ai cinghiali che sono in numero sem­pre maggiore, creano molti disagi e diffon­dono malattie.

Resta poi in corso ancora la raccolta firme per la riperimetrazione del Parco. Ripartiamo a metà febbraio da Man­fredonia con all’attivo circa 12500 firme”. Zero cani è una buona iniziativa anche per l’ambientalista Vincenzo Rizzi, non foss’altro per il diverso passo culturale dato al tema del randagismo “ma temo – ha evi­denziato il tecnico – che si stia tentando di imputare le aggressioni esclusivamente ai cani.

Sicuramente hanno un’incidenza ele­vata e prioritaria rispetto ai lupi, però la ri­sposta non potrà essere quella di prevede­re abbattimenti. Ho la sensazione che si vo­glia far passare come nemico il cane, al po­sto del lupo.

Penso che vogliano prevedere gli abbattimenti sebbene la legge lo vieti. Me lo fanno pensare una serie di dichiarazioni fatte nel corso dell’ultimo anno, si insite trop­po nel sottolineare questo aspetto invece di parlare di forme di prevenzione degli attac­chi; c’è un problema di predazioni, che ven­gano da cani o da lupi è indifferente. Biso­gnerebbe piuttosto lavorare sul discorso della messa in sicurezza degli allevamen­ti”.

Cinzia Celeste

l’attacco


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