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IL LIBRO DELLA SETTIMANNA/ Il verro ruffiano. Il primo vero libro completo sul bestiame, anche se Greta Thunberg non vuole di Maurizio Milani

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«La cosa che mi ha turbato nell’adolescenza è questa: stavo correndo dietro una porcilaia, e vedo alcuni allevatori che stavano tagliando la codina a dei suinetti appena nati. Mi è caduto il mondo. Una delle mie poche certezze era che «del maiale non si butta via niente». Quindi ho preso la codina e l’ho usata come laccio emostatico. È allora che ho iniziato a drogarmi. Non l’avevo deciso prima, ma almeno ho salvato il proverbio.»

Il lavoro in porcilaia è il più pericoloso che ci sia. I verri di razza Duroc, neri, enormi e importati solo di recente, scatenano il panico in tutta la Pianura Padana: sono capaci di spaccare tutto – la Stazione Spaziale Internazionale, il bosone di Higgs, la porcilaia e persino se stessi – puzzano da non dormire la notte, tanto da rendere impossibile il fidanzamento completo ai poveri allevatori, come le Sirene di Ulisse fanno dei versi così forti da fare impazzire chi li sente. Milani ci racconta la sua esperienza diretta di anni di lavoro in un simile inferno, tra la visita inattesa di un finto mitico Thor e una gita al lago, l’elenco dei cibi adatti ai maiali e la frustrante vita del verro ruffiano, addetto a fiutare le scrofe in calore ma che non “salta” mai, fino a diventare scemo. Ecco quindi “il primo vero libro completo sul bestiame, anche se Greta Thunberg non vuole”.


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