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INFORMAZIONI UTILI/ Chi ha acquistato biglietti per il trasporto aereo, ferroviario e marittimo nonché pacchetti tu¬ristici ha diritto al rimborso se siano sottoposti a «quarantena». Niente risarcimento se il casco del motociclista è a scodella.

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Attenti alle truffe via mail che offrono rimedi contro il Coronavirus. Il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia postale, ha scoperto subito dopo il diffon­dersi della paura per il Coro­navirus, una campagna di false e mail, apparentemente prove­nienti da un centro medico e redatte in lingua giapponese, le quali, con il pretesto di fornire aggiornamenti sulla diffusione del virus, invitavano ad aprire un allegato malevolo che mirava ad impossessarsi delle creden­ziali bancarie e dei dati personali della vittima. Gli specialisti della Polizia postale hanno individua­to anche un altro virus Rat, dal funzionamento simile, che na­scosto dietro un file chiamato CoronaVirusSafetyMeasures.pdf, assumeva il controllo del dispositivo infettato, trasfor­mandolo, all’insaputa della vit­tima, in un computer zombie, gestito da remoto da un com­puter principale per effettuare successivi attacchi informatici in tutto il mondo. L’invito della Polizia postale è di diffidare da questi e da simili messaggi, evitando accurata­mente i aprire gli allegati che essi contengono e di segnalare eventuali tentativi di Phishing al Commissariato di P.S. Online.

 Chi ha acquistato biglietti per il trasporto aereo, ferroviario e marittimo nonché pacchetti tu­ristici ha diritto al rimborso se siano sottoposti a «quarantena»; nel caso in cui siano residenti o domiciliati nelle aree interessate dal contagio da Covid-19; se ab­biano programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nel­le aree interessate dal contagio; quando abbiano pro­grammato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, manifestazio­ni o iniziative di qualsiasi natura che sono stati annullati; se infine abbiano programmato soggiorni o viaggi in uno Stato estero che impedisce o vieta lo sbarco, l’ap­prodo o l’arrivo. In questi casi possano recedere dal contratto e concordare con il tour operator, con l’agenzia di viaggi o con il vettore una soluzione alterna­tiva. L’intermediario (o la compa­gnia aerea) è tenuto a offrire al cliente una proposta a propria scelta tra: un pacchetto turistico di qualità equivalente o supe­riore; il rimborso; un voucher d’importo pari al rimborso spet­tante da utilizzare entro un anno dalla sua emissione.

 In caso di incidente un pedone ha diritto al risarcimento, anche se ha at­traversato la strada fuori delle strisce. L’aver attraversato fuori dalle strisce infatti non è ragione sufficiente a fondare il concorso di colpa del pedone investito dal conducente di un veicolo. L’ha stabilito la Cassazione ribadendo che «l’investitore è esente da colpa solo davanti a compor­tamenti imprevedibili del pedone». Il conducente, afferma la Cassazione, può «liberarsi» da responsabilità se dimostra di aver fatto di tutto per evitare il danno e, dunque, se ne dimostra l’imprevedibilità e inevitabilità. Il conducente deve, quindi, di­mostrare di aver fatto il possibile per evitare il danno e tale prova liberatoria può essere fornita certamente allegando l’impru­denza del pedone, ma solo se questa si presenti come condotta imprevedibile. In sostanza, si ri­tiene che il danno non sia im­putabile (del tutto o in parte) al conducente non semplicemente quando abbia concorso a cagio­narlo (in tutto o in parte) il pedone, ma quando la condotta di quest’ultimo, pur se colpevole, non era prevedibile al punto da impedire al conducente di evi­tare l’investimento.

 Per i bulli di minore età la responsabilità è dei genitori, che hanno l’onere di impartire ai figli l’educazione necessaria per non recare danni a terzi nella loro vita di relazione, e di vigilare sul fatto che l’educazione impartita sia adeguata al carattere e alle attitudini del minore.

 Niente risarcimento se il casco dei motociclisti è a scodella. L’ha stabilito la Cassazione respingendo il ricorso di una terza persona trasportata, che ha ri­portato danni a causa di una caduta da un motociclo. Il divieto del casco a scodella per i mo­tocicli non è entrato in vigore un anno dopo rispetto al sinistro del 2009, bensì nel 2000. Va quindi negato, secondo gli Ermellini il risarcimento in suo favore se, nonostante il divieto vigente or­mai da diversi anni, la stessa indossava il casco a scodella al momento della caduta.

Il rimborso delle rette per le mense ai genitori deve essere previsto dal Governo per tutto il periodo di sospensione delle lezioni nell’ambito del Co­ronavirus. Lo sostiene il Codacons che sta preparando un mo­dulo attraverso il quale i genitori possono chiedere alle strutture scolastiche il rimborso parziale delle rette per gli asili privati e comunali e quelle per il servizio di refezione scolastica propor­zionalmente al periodo di chiu­sura delle strutture. Il Codacons ricorda che mediamente una fa­miglia italiana spende quasi 400 euro al mese per mandare all’asi­lo i propri figli. Per questo l’as­sociazione chiede al governo «di varare disposizioni precise in merito e diffida i comuni e le strutture private a disporre im­mediatamente rimborsi (anche sotto forma di bonus o sconti sui prossimi pagamenti) di rette e mense in favore delle famiglie che hanno figli iscritti all’asilo. In caso di rifiuto, l’associazione è pronta a presentare in tutta Ita­lia ima valanga di ricorsi contro asili privati e amministrazioni comunali».


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