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21 Marzo/ VITA SEMPLICE E TRANQUILLA

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Il cielo è, sopra il tetto, / così azzurro, così calmo! / Un albero, oltre il tetto, / culla i suoi rami. / La campana, nel cielo visibile, / rintocca dolcemente. / Un uccello sull’albero visibile /canta il suo lamento. /Mio Dio, mio Dio, la vita è là /semplice e tranquilla… / Che hai fatto, tu che qui / piangi senza tregua, /dimmi che hai fatto, tu / della tua giovinezza?

PAUL VERLAINE

Oggi inizia la primavera astronomica: la vogliamo evocare attra­verso questi versi «romantici» di Paul Verlaine (1844-96), grande poeta francese dell’Ottocento. Purtroppo, presi come siamo dalle co­se, non alziamo più il capo verso il cielo azzurro, non sostiamo da­vanti al germogliare di un albero, non abbiamo orecchi aperti al can­to di un uccello o al suono di una campana. Soprattutto non siamo più capaci di condurre una «vita semplice e tranquilla», tesi come siamo tra impegni, viaggi, distrazioni, avventure.

Il quieto e costante ritorno delle stagioni, il flusso pacato del tem­po, il fremere sereno della natura ci sono ormai estranei. Diventiamo sempre più complicati ed esigenti, pretenziosi e insoddisfatti, e alla fine ci domandiamo, come il poeta: «Che hai fatto della tua giovi­nezza?».

Dove sono andati a finire i progetti e le speranze? Che cosa è rimasto della limpidità e della freschezza interiore che allora ren­deva lo spirito lieve e gioioso? La primavera, che è la stagione del Cantico dei cantici biblico, ci riporta alla bellezza, all’amore, alla dol­cezza, alla semplicità delle cose vere. Sarebbe bello per tutti avere come motto ideale per un’esistenza autentica il detto dello scrittore inglese ottocentesco William Wordsworth (1770-1850): «Vivere con semplicità e pensare e amare con grandezza».

Gianfranco Ravasi


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