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22 Marzo/ FIDUCIA IN SE STESSI

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È facile, terribilmente facile scuotere la fiducia di un uomo in se stesso. Ap­profittarne per spezzare il suo spirito è opera diabolica.

GEORGE BERNARD SHAW

Nella vita tutti abbiamo avuto l’occasione di imbatterci in perso­ne che hanno il dono di infondere fiducia, anche nelle situazioni più drammatiche. Sono quelli – per usare una locuzione popolare – del «bicchiere mezzo pieno», capaci di stimolare sempre il fremito della speranza e dell’incoraggiamento. Ma tutti abbiamo talora incrociato persone pronte a spingere in basso chi è già in difficoltà, forse anche con una sottile punta di sadismo.

Lo scrittore irlandese George Ber­nard Shaw, in una battuta della sua opera teatrale Candida (1895), co­glie l’aspetto satanico di questo comportamento, sottolineandone la carica eversiva.

Si punta, infatti, a minare la fiducia in se stessi che ciascuno di noi possiede e che ci permette di entrare nel mondo, di incontrarci con gli altri, di esprimere idee e offrire un contributo allo sviluppo della società. Sono tanti i modi coi quali è possibile incrinare questa sicu­rezza.

C’è l’altezzosità del sapere di un maestro che umilia il disce­polo; c’è la pesantezza della critica da parte di un collega; c’è l’in­comprensione di un genitore o la superficialità di un amico o l’offesa di un avversario. Certo, c’è una fiducia in se stessi che è mera super­bia, ostinazione o pervicacia.

Ma per ognuno di noi è necessario ave­re una sicurezza interiore, il coraggio di accettarci e di impegnarci, nella consapevolezza che tutti hanno un dono da offrire agli altri, un posto da occupare nella società, un pur piccolo segno da lasciare nella storia dell’umanità.

Gianfranco Ravasi


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