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Vieste/ 4 le inchieste: «Neve di marzo», «Agosto di fuoco», «Ultimo avamposto», «Scacco al re». con 43 arresti che hanno colpito i due clan. La risposta investigativa-giudiziaria. Gli indagati accusati di droga, armi, tentati omicidi.

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Sono le indagini di Dda, squadra mobile e carabinieri del nucleo investigativo sulla guerra tra clan di Vieste che tra agosto 2018 e ottobre 2019 hanno porfido a 43 arresi i per droga, armi e 2 tentati omicidi. Colpiti presunti («ponenti di entrambi i clan in guerra per la laedership nei traffici di droga su Vieste, il gruppo Raduano e la batteria Perna: quest’ul­timo ucciso ad aprile 2019.

Il primo atto dell’inchiesta «Neve di marzo» è datato 7 agosto 2018, quando i carabinieri su decreti della Dda fermarono 4 persone – tra cui il presunto boss Marco Raduano – accusate a vario titolo di traffico di droga aggravato dalla mafiosità e armi; il processo abbreviato è in corso davanti al gup di Bari, la Dda ha chiesto 4 condanne a complessivi 57 anni: 20 anni invocati per Raduano.-L’inchiesta «Agosto di fuoco» di Dda e Polizia in tre atti – 21 agosto, 10 settembre, 4 novembre 2018 portò al fermo di 6 viestani e un manfredoniano, alcuni ritenuti legati al clan Perna, accusati a vario titolo di traffico e spaccio di cocaina e marijuana aggravato dalla mafiosità e armi: tra gli imputati anche i cugini Claudio e Giovanni Iannoli ritenuti al vertice del gruppo Perna.

Nel processo abbreviato in corso davanti al gup di Bari la Dda ha chiesto 7 condanne per complessivi 91 anni e 10 mesi, con pene oscillanti da 7 ai 20 anni di carcere invocati per i due cugini. Ci sono ancora presunti esponenti del clan Perna tra le 10 persone arrestate dalla Polizia nel blitz antidroga «Ultimo avamposto» del 20 aprile 2019 sull’asse Gargano-Foggia-Pescara. Il processo ai 10 imputati si è diviso: per 3 rito ordinario al Tribunale di Foggia, per altri 7 giudizio abbreviato davanti al gup di Bari, la Dda che ha chiesto altrettante condanne per complessivi 57 anni e 2 mesi, con pene da 3 a 16 anni.

Per il tentato omicidio di Marco Raduano del 21 marzo 2018 il 3 giugno 2019 nel blitz «Scacco al re» la Polizia arrestò i cugini Claudio e Giovanni Iannoli ritenuti al vertice del clan Perna (quest’ultimo era sospettato d’es­sere; il mandante dell’agguato al rivale): sono stati ora condannai i a 14 anni e 6 mesi a testa.

A chiudere il cerchio delle indagini sulla mala viestana c’è il secondo atto dell’inchiesta «Neve di marzo» (dopo il fermo di Raduano e altri 3 compaesani dell’agosto 2018), col blitz del 23 ottobre 2019 di Dda e carabinieri con­trassegnato da 2 decreti di fermo per un tentato omicidio avvenuto 9 giorni prima; e remissione da parte del gip di Bari di 15 ordinanze cautelari per droga. L’inchiesta «Neve di mar­zo» conta 35 indagati, con 240 capi d’accusa contestati tra cui traffico di droga e 200 episodi di spaccio: coinvolge anche presunti esponenti del clan Raduano.

gazzettacapitanata


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