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Vieste/ Il punto sulle indagini sulla guerra di mafia tra clan. Ben 17 agguati in 4 anni, quattro arresti e 2 condanne

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La sentenza di primo grado pro­nunciata dal gup di Bari nel processo «Scacco al re» con la condanna a 14 anni e 6 mesi a testa dei cugini viestani Claudio e Giovanni Iannoli per il tentato omicidio aggravato dalla mafiosità del presunto capo clan rivale Marco Raduano del 21 marzo 2018 è in qualche modo «storica». Al momento è la prima sentenza di condanna a fronte di una scia di sangue che a Vieste dal gennaio 2015 al 14 ottobre 2019 ha contato 10 omicidi, 1 lupara bianca e 6 agguati falliti. A fronte di 17 agguati di mala in quasi 4 anni soltanto in 2 casi si è arrivati all’individuazione dei presunti autori e per il mo­mento ad una sentenza di condanna: sono 4 le persone arrestate per due tentativi di omi­cidio, mentre le indagini proseguono per cer­care di dare un nome e un volto a mandanti ed esecutori degli altri episodi. Questa la scia di sangue nella capitale del turismo pugliese.

 26 gennaio 2015 Alle 7 alle porte del paese ucciso Angelo Notarangelo, 37 anni, allevatore detto «cintaridd», ritenuto al vertice dell’omo­nimo clan, tornato libero nel luglio precedente dopo 3 anni e mezzo in cella ed ai domiciliari per le inchieste «Medioevo» e «I tre moschet­tieri» sul racket della guardiania. Notarangelo rientra in auto dal proprio maneggio quando i sicari in macchina lo affiancano e crivellano con colpi di fucile, mitra e pi­stola. Alla morte di «Cintaridd» seguirà – dicono le indagini – la scissione del gruppo e la nascita di due clan rivali, quello capeg­giato da Marco Raduano (at­tualmente detenuto) e quello del suo ex amico Girolamo Perna, assassinato ad aprile 2019.

 10 marzo 2015 Alle 21 Ema­nuele Finaldi, classe ‘80, ex cu­stode del cimitero, ritenuto vi­cino ad Angelo Notarangelo, fe­rito a petto e braccia da fucilate a panettoni esplose da un’auto con due sicari appostati vicino casa.

 29 aprile 2015 Alle 22.40 in località «Molinelle» ucciso mentre rincasa Marino Solitro, 50 anni: scende dalla «Volkswa­gen Passat» per aprire il can­cello e due sicari lo ammazzano con alcune fucilate al fianco. Era stato ferito a colpi d’arma da fuoco già in un agguato in paese il pomeriggio dell’ll no­vembre del 2008.

 3 settembre 2016 Alle 7 tro­vato in un oliveto di «Piano piccolo» il ca­davere di Gianpiero Vescera, 27 anni, cognato di Marco Raduano, ritenuto il boss emergente dopo la morte di «Cintaridd». L’omicidio ri­sale alla sera prima, lo scooter della vittima trovato a 300 metri dal cadavere: ucciso con 4 colpi di pistola a nuca e schiena.

 28 settembre 2016 Alle 21 ferito Girolamo Perna, 27 anni, mentre è ai domiciliari perché accusato di rapina: è davanti casa quando vengono esplosi ima mezza dozzina di pistolettate, ferito alle gambe.

 16 gennaio 2017 Alle 21 ucciso in via San Nicola mentre rincasa, Vincenzo Vescera, 33 anni (omonimo di Gianpiero): da un’auto esplose 2 fucilate che lo colpiscono alla schie­na.

 27 gennaio 2017 Alle 21.30 ucciso in via Verdi Onofrio Notarangelo, 47 anni, fratello di Angelo «Cintaridd»; sta scendendo dall’auto per rincasare quando viene colpito dalle fu­cilate a testa, torace e spalle.

11 marzo 2017 A mezzanotte Girolamo Perna, già ferito il 28 settembre 2016, sfugge al fuoco dei killer: è in auto con moglie e 2 fi­gliolette in località «Chiesola» quando due sicari a piedi si avvicinano e sparano una decina di colpi; Perna risponde al fuoco con una pistola e mette in fuga gli aggressori, i carabinieri lo arrestano per possesso illegale di arma.

 14 marzo 2017 Duplice tentato omicidio di Pasquale Notarangelo e Christian Pio Trimigno.

24 maggio 2017 Scompare di sera Pasquale Notarangelo, 25 anni, allevatore, sposato, pa­dre di due bambini, figlio di Onofrio e nipote di Angelo uccisi. Ritrovata vicino casa l’auto col telefonino all’interno: lupara bianca.

 27 luglio 2017 Alle 14 ucciso da un killer con 3 colpi di pistola al petto e testa mentre è nel suo ristorante «L’antica bruschetta» di via Cesare Battisti, Omar Trotta, 30 anni. Con lui ci sono la moglie, la figlioletta di 7 mesi e un amico rimasto ferito al braccio. Il sicario fugge con lo scuterone guidato dal complice.

21 marzo 2018 Marco Raduano, 34 anni, sorvegliato speciale rincasa alle 21 in località «Scialara» e tre killer appostati sparano con fucile e mitra: si salva rifugiandosi a casa di un parente e se la cava con ferite di striscio a caviglia, mano e fianco. È la fine della tregua durata 8 mesi. Il 3 giugno 2019 arrestati nell’in­chiesta «Scacco al re» per tentato omicidio aggravato da premeditazione e mafiosità i cu­gini Claudio e Giovanni Iannoli, ritenuti ele­menti di spicco del clan Perna: per Dda e investigatori i due cugini hanno partecipato materialmente all’agguato fallito insieme a Gianmarco Pecorelli e su mandato di Giro­lamo Perna. I due cugini condannati il 23 marzo in primo grado a 14 anni e 6 mesi a testa per il ferimento di Raduano.

 6 aprile 2018 Nel pomeriggio «Palude Mez­zane» ucciso con 6 colpi di pistola mentre accudisce i propri animali Giambattista No­tarangelo, 46 anni, cugino di Angelo e Onofrio uccisi negli anni passati, primo condannato nella storia giudiziaria di Vieste per estor­sione aggravata dalla mafiosità.

 26 aprile 2018 Muore all’alba nell’ospedale di San Giovanni Rotondo Antonio Fabbiano, 24 anni, ferito gravemente la sera prima nella zona del porto vicino casa: era a piedi quando i killer si avvicinano e fanno fuoco con mitra Kalashnikov. A questo agguato sarebbe scam­pato Michele Notarangelo.

 19 giugno 2018 Nella mattinata ucciso Gianmarco Pecorelli di 21 anni (che poi’ nell’inchiesta «Scacco al re» del giugno 2019 si scoprirà essere sospettato del ferimento di Raduano) e ferito Cristian Pio Trimigno di 32 anni. Sono su uno scooter quando un’auto con a bordo i killer li sperona, poi viene aperto il fuoco: Pecorelli muore, Trimigno ferito di na­sconde tra i rovi.

 26 aprile 2019 Poco dopo le 21 ucciso a fucilate davanti casa Girolamo Perna, classe ‘91, già sfuggito agli agguati di settembre 2016 e marzo 2017. Ha sempre negato d’essere al ver­tice dell’omonimo clan: era indagato per il tentato omicidio Raduano, nome poi cancel­lato in seguito alla sua morte violenta.

 14 ottobre 2019 Ferito nel primo pome­riggio in pieno centro Giovanni Cristalli: è in auto con un conoscente quando due persone si avvicinano e una spara ripetutamente feren­dolo alla gambe. Cinque giorni dopo i cara­binieri su decreto della Dda fermano per ten­tato omicidio Michele Notarangelo ritenuto colui che ha materialmente fatto fuoco e Mi­chele Pinto. L’accusa ipotizza che il ferimento sia collegato ad una frattura interna al clan Raduano.

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