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San Marco in Lamis, il mea culpa di Merla e di don Matteo: “Scusate ho sbagliato. Crocifiggetemi”

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“La gente è poco umana, non ha rispettato la Chiesa e la Madonna”. “Ha sbagliato il prete, il sindaco e soprattutto tutti coloro che hanno partecipato alla funzione religiosa nonostante i divieti”. “Non c’era un solo carabiniere ad evitare l’assembramento. Vergognoso”. “Finiamola di infierire contro San Marco e i sammarchesi, vedete cosa è successo una settimana fa a San giovanni Rotondo, nell’atrio dell’ospedale. C’era molta più gente di San Marco, ma nessuno ne parla”. Questi sono solo alcuni dei commenti dei cittadini di San Marco in Lamis, all’indomani dell’insolito Venerdì Santo organizzato sul sagrato della chiesa dell’Addolorata da dove in tempi normali partiva la processione delle fracchie. Sul banco degli imputati sono finiti il parroco, don Matteo Ferro, e il sindaco, Michele Merla. “Chiedo scusa a tutti, forse era giusto interrompere quella funzione quando è arrivata un po di gente. Una cinquantina di persone, non oltre 200 come dicono in giro, tutti composti e rispettosi delle regole. Abbiamo sbagliato tutti, ad iniziare da me. Non lo rifarei più”. Questo il commento del sindaco che non pensa minimamente a dimettersi come vorrebbero alcune forze politiche di opposizione. Con le lacrime agli occhi don Matteo Ferro che ai microfoni del giornale sanmarcoinlamis.eu, chiede scusa a tutti. “Alla comunità, ai fedeli. E’ stato solo un atto di devozione alla Madonna.In questo momento sono confuso e amareggiato. Mi assumo tutte le responsabilità, e se volete crocifiggetemi pure”.  (nella foto di proprietà del giornale www.sanmarcoinlamis.eu, don Matteo Ferro)


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