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Coronavirus/ Bonaccorsi: ‘Aiuti al turismo: estate al mare col bonus vacanze’

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Dopo il coronavirus, estate al mare?

La fase 2 si avvicina, e con lei l’estate: sembra superficiale pensare alle vacanze, ma il turismo da solo copre il 13% del Pil nazionale, impiegando 4 milioni e 200 mila lavoratori. La perdita stimata per il 2019-2020 è tra i 40 e i 70 miliardi di euro. 300 milioni nel solo weekend di Pasqua. Per questo il governo sta programmando aiuti per il settore, e per chi decide di non rinunciare alle ferie: allo studio, infatti, c’è anche un “bonus vacanze”.  

È quanto affermato dalla sottosegretaria dem al Turismo Lorenza Bonaccorsi, in un’intervista al quotidiano Avvenire. “È chiaro che bisogna fare un passo alla volta, sempre coordinandosi con gli studi medico-scientifici del comitato di esperti. Il Governo, le Regioni e gli enti locali hanno bisogno di indicazioni scientifiche ma contemporaneamente dobbiamo dare il tempo agli imprenditori di organizzarsi e avere un minimo di prospettiva. Senza voler mettere fretta a nessuno, ma dobbiamo tracciare un percorso”, ha detto Bonaccorsi.

Il bonus vacanze

Il bonus vacanze sarebbe di certo destinato a chi decide di fare le proprie vacanze all’interno del territorio nazionale, ma per il resto non c’è nulla di certo. La prima ipotesi è fornire un’agevolazione sotto forma di credito di imposta da usufruire nella dichiarazione dei redditi del 2021, “ma è chiaro che per dare liquidità immediata è meglio un bonus cash alle famiglie”, ammette la Bonaccorsi.

La cifra di riferimento per ora sarebbe di 300 euro, sia che la prenotazione riguardi una o due o più settimane. “Considerando che i nuclei familiari in Italia sono 23 milioni e che il reddito medio è pari a 31 mila euro, si può capire il costo di una simile operazione”, quindi la questione è delicata.

Il buono-vacanza “è una delle misure che ci viene chiesta dalle associazioni di categoria, ma anche dalla conferenza Stato-Regioni. Dobbiamo capire come attuarla, ci stiamo lavorando”, ha aggiunto la Bonaccorsi. “Ci è stato chiesto da molte imprese un credito di imposta sul mancato fatturato rispetto al prossimo anno. Poi c’è il tema dei lavoratori stagionali (a cui è stata allargata la Cig), ma ora dobbiamo ragionare sulla tutela di lavoratori che non verranno mai assunti. E pensiamo a una campagna di promozione turistica, sia interna, sia destinata al turismo dall’estero per essere pronti quando si ripartirà con l’apertura delle frontiere. Una delle richieste degli assessori regionali sono linee guida del comitato scientifico, che possano indicare un percorso verso la riapertura“.

Pesa, tuttavia, la questione del distanziamento sociale: “La Spagna ci sta già lavorando, e ha previsto un distanziamento tra ombrelloni, che da noi non sarà possibile in tutte le spiagge. Perciò serve un lavoro a stretto contatto col territorio, per costruire un modello nuovo”. A tutto questo, andranno sommate le ulteriori misure precauzionali che servono certamente a garantire la sicurezza di turisti e lavoratori, ma sono anche un costo e una sfida organizzativa che i singoli gestori non possono affrontare individualmente, e che quindi chiedono un piano di intervento e di supporto al Governo.


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