The news is by your side.

27 Aprile/ RIDERCI SU

41

La felicità è soltanto il momento in cui l’infelicità si sta riposando.

GEORGES SIMENON

La vita a volte è così triste che l’unica reazione possibile è quella di riderci su.

WOODY ALLEN

Accosto due citazioni di genesi differente. Il tema è comune: feli­cità e tristezza sono due volti della stessa realtà. La gioia pura e in­tatta può essere solo divina. Noi, creature finite, viviamo sempre sul crinale: quando siamo immersi nella festa, si affaccia la ferialità a strapparci via da quell’orizzonte per immetterci nella quotidianità ben più realistica (chi non ricorda il leopardiano Sabato del villaggio?).

È ciò che afferma uno scrittore così prolifico da aver composto una valanga di romanzi, Georges Simenon (1903-1989). A me, che amo i gialli d’autore, come penso a molti lettori, è caro per il suo commissario Maigret, ma ha composto tanti altri romanzi lontani da quel genere e dotati di una buona qualità letteraria.

Egli ci ricorda che in agguato c’è sempre la preoccupazione, l’af­fanno, l’angoscia, l’inquietudine, il cruccio. E così non riusciamo mai a bere fino in fondo il calice della felicità.

Un consiglio provocatorio è quello che ci è suggerito dalla seconda citazione, una frase del regista e attore americano Woody Alien. È un po’ sbarazzina, ma ha un’anima indubbia di verità. Forse bisogna prendere meno sul serio i nostri problemi, le ansie e gli assilli. Anche Gesù in un paragrafo del suo Discorso della montagna invitava il di­scepolo per ben sei volte «a non affannarsi» (Matteo 6,25-34): «Non affannatevi per il domani…

A ciascun giorno basta la sua pena». Ma Cristo aggiungeva una nota che Allen non considera: «Il Padre nostro celeste sa di cosa avete bisogno» (6,32). Essere, dunque, meno tesi, ma con una certezza in più, quella di non essere soli nella vita.

Gianfranco Ravasi


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright