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Per le concessioni demaniali si va verso una proroga. Rassicurati gli operatori già in crisi per il Covid-19

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Verso una soluzione la questione relativa alla proroga delle concessioni demaniali marittime e lacustri (in scadenza il 31 dicembre 2020) che la legge 145 del 2018 disponeva fino al 2033, ma che a macchia di leopardo in Italia le amministrazioni lo­cali erano intenzionate a non applicare mettendo in seria difficoltà gli operatori, non solo quelli che avevano fatto più di recente investimenti il cui rientro era programmato su più annualità, ma anche tutti coloro che, a seguito del­le misure da adottare per pre­venire il contagio Covid-19 e assicurare il distanziamento sociale, sono obbligati a so­stenere costi aggiuntivi e non previsti per attrezzare lidi e spiagge.

La decisione del mi­nistro dei «beni e attività culturali e turismo Dario Franceschini premia lo sforzo del parlamentare di Manfredonia, Antonio Tasso, ca­pogruppo componente Maie del Gruppo Misto Camera, e soddisfa la categoria.

«Erano passate un paio d’ore dall’esortazione da me fatta in aula a Montecitorio lo scorso 24 aprile, in sede di dichiarazione di voto sul ‘Cura Italia’, quando ho appreso» ha detto l’on. Tasso «della proposta del ministro di inserire nel de­créto una norma che fuga ogni dubbio appli­cativo della legge da parte degli enti locali».

Il ministero ha proposto la sospensiva di ogni procedimento di riassegnazione o riacquisizione even­tualmente avviato dalle am­ministrazioni, in contrasto con la vigente proroga fino al 2033. Tale sospensione si è re­sa necessaria per dare cer­tezza agli operatori economi­ci che esercitano la propria attività avvalendosi di beni del demanio marittimo, so­prattutto in questo dramma­tico momento di crisi che col­pisce anche il turismo.

«Sono felice che la questione si stia avviando a soluzione. Com­prendo lo stato d’animo degli imprenditori e ritengo che siamo sulla buona strada. Ne avevo già parlato» prosegue il deputato sipontino «con il sottosegretario Roberto Traversi. Adesso la­voreremo per far sì che nel provvedimento venga inserita la proposta del ministro Franceschini».


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