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18 Maggio/ Ho Famiglia

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Non bisogna appoggiarsi troppo ai princìpi perché poi si piegano.

La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: «Ho famiglia».

LEO LONGANESI

Leo Longanesi, giornalista, scrittore e disegnatore spesso sarcasti­co e corrosivo, nato nel ravennate nel 1905 e morto nel 1957 a Mila­no, era famoso per la sua capacità di escogitare detti fulminanti. Ne abbiamo citato due anche noi per parlare di un vizio morale prospe­rante nel nostro paese (ma non solo da noi). Si tratta dell’arte (si fa per dire) del compromesso con la propria coscienza sulla base di ipotetiche istanze superiori. Di per sé tener conto del conflitto dei valori, che talora possono entrare in contrasto tra loro, è legittimo.

Il compromesso diventa pericoloso quando si fa compromissione, ossia cedimento per vantaggio personale, magari ammantato sotto la scusante della necessità. Il compromesso può essere un accordo; la compromissione è, invece, mettere in secondo piano coerenza e moralità e impegolarsi in un territorio paludoso e inquinato, fingen­do di tener alta la bandiera dei princìpi. Alla fine il risultato è, sì, vantaggioso per i propri interessi, ma sfavorevole per la coscienza e per il prossimo. Nell’ironico Left Handed Dictionary dell’americano Léonard Louis Levinson sotto la voce «Compromesso» si legge, in­fatti, questa definizione: «L’arte di tagliare una torta in modo tale che ciascuno creda di aver avuto la fetta più grossa». Furbizia, quin­di, rivestita di retorica moralistica, con un benservito alla coerenza e alla vera moralità. In realtà, bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finirà per pensare come si è vissuto.

Gianfranco Ravasi


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