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17 Luglio/ OSCURI RECESSI

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Signore, penetra i nostri oscuri recessi ove nascondiamo segreti che non osiamo riesumare … : il rancore ostinatamente sotterrato; l’inimicizia che cova sotto la cenere; l’amarezza per una perdita, non ancora trasformata in sacrificio; il benessere privato a cui ci aggrappiamo; la paura di perdere che svuota ogni iniziativa; il pessimismo che insulta la tua gioia, Signore. A te portiamo tutte queste cose, prendendone coscienza con vergogna e penti­mento davanti alla tua luce sfolgorante.

EVELYN UNDERHILL

Tempo fa lessi un profilo biografico di una figura significativa della teologia e della spiritualità anglicana, Evelyn Underhill (1875-1941), una donna che si dedicò alla testimonianza, alla guida spirituale e alla predicazione della fede cristiana in Inghilterra, giungendo fino al pun­to di ricevere la laurea honoris causa in teologia. Traduco, così, alcune invocazioni di una sua preghiera molto intensa che potremmo usare, in spirito ecumenico, quest’oggi in un momento di quiete e riflessione.

Evelyn chiede a Dio di penetrare con la sua luce e la sua dolcezza in quegli «oscuri recessi» della nostra anima ove si annidano segreti di cui ci vergogniamo, ove è sotterrato il nostro rancore, ove l’ama­rezza, l’egoismo, le piccole idolatrie, il pessimismo si sono deposita­ti sedimentandosi e rendendoci forse duri di cuore.

È l’invito a un esame di coscienza orante nel quale si presenta a Dio ciò che non ri­veliamo forse neppure alla persona con cui viviamo la stessa esi­stenza matrimoniale. Anzi, è l’appello a scoprire nell’anima debo­lezze e segreti che non osiamo quasi proporre a noi stessi. La «luce sfolgorante» divina può squarciare quella tenebra e offrirci il dono del perdono, la serenità e la pace della coscienza.

Gianfranco Ravasi


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