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REGIONE/ I GIUDICI CAMBIANO TUTTO. 29 SEGGI ALLA MAGGIORANZA DI EMILIANO. IL REBUS SUL PREMIO MAGGIORANZA. NEL 2015 FU UTILIZZATO UN CRITERIO DIVERSO (2)

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La maggioranza di Michele Emiliano potrà contare su 29 seggi, il massimo possibile in base alla legge elettorale pugliesi. Questa è la deci­sione della Corte d’Appello di Bari, che stamattina ufficializzerà gli eletti per la prossima legislatura in Regione: il verbale sottoscritto ieri dal presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice Maria Mitola, cambia ra­dicalmente il quadro ipotizzato dal mi­nistero dell’Interno all’indomani del voto, con il centrodestra che perde due seggi e scende a 16. Il verbale sarà pubblicato oggi. Ma comunque vada, ci saranno ricorsi.

I giudici hanno infatti stabilito – ac­cettando la tesi del delegato di Emi­liano, il professor Giuseppe Morgese – che la percentuale da considerare ai fini del calcolo del premio di maggioranza è pari al 40,93%, quella che si ottiene sommando tutte le Uste della coalizione di centrosinistra (oltre il 40 % scattano 29 seggi) e non solo quelle che hanno superato la soglia di sbar­ramento: interpretazione, quest’ultima, che era stata utilizzata invece nel 2015 e che a settembre aveva portato il Viminale ad assegnare a Emiliano solo 27 seggi.

Da questa impostazione (e da un cal­colo, quello sulla ripartizione della provincia di Foggia, che sembrerebbe contenere un errore) discende dunque la nuova mappa dei seggi, che cambia tantissimo anche all’interno delle coa­lizioni. Il Pd avrà infatti 15 consiglieri: tre a Bari, nella Bat e a Taranto e due nelle altre province. Resteranno dun­que fuori sia Domenico De Santis (il collaboratore di Emiliano arrivato quarto nel Barese) sia il consigliere uscente salentino Sergio Blasi, men­tre rientrano sia Michele Mazzarano (Taranto) che Ruggiero Mennea (Bat). Chi ci guadagna, e non poco, sono le due liste civiche della coali­zione che arrivano a sette seggi cia­scuna. In «Con» rientra l’uscente Peppino Longo (secondo a Bari dietro l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco), e tra i Popolari l’altro uscente Mario Pendinelli (secondo a Lecce dietro l’assessore uscente Sebastiano Leo).

All’opposizione i grillini conserva­no i cinque seggi della ripartizione di settembre, ma è nel centrodestra che cambia praticamente tutto. A comin­ciare dal seggio che spetta al candidato governatore sconfitto Raffaele Fitto, nella ipotesi (probabile) che dovesse scegliere di rimanere a Bruxelles: al suo posto entrerebbe Giacomo Con­serva (Lega, Taranto) che già figurava tra gli eletti «pieni» secondo il mini­stero dell’Interno. Adesso invece la Le­ga scende a 3 così come Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia e la civica Pu­glia Domani restano rispettivamente a 6 e 3 consiglieri: ma nella prima ipotesi il seggio di Fitto sarebbe andato alla circoscrizione di Taranto della lista civica. Niente seggio tra gli azzurri per Vito De Palma (Taranto), mentre la Lega perde (almeno temporaneamen­te) il seggio che sarebbe toccato a Con­serva. Dal punto di vista della ripar­tizione territoriale, Bari avrà undici consiglieri così come Lecce (conside­rando pure Fitto), Foggia nove, Ta­ranto sette come la Bat e Brindisi cin­que.

Il verbale della Commissione elet­torale centrale (che prima di proce­dere con i conteggi ha esaminato le sei memorie presentate nell’interesse di numerosi candidati, tese a privilegia­re una o l’altra interpretazione della legge sul tema del premio di maggio­ranza) può essere impugnato davanti al Tar. Sicuramente faranno ricorso tutti i candidati che, risultati eletti dai calcoli del Viminale, oggi si ritrovano fuori. E non potranno che fare ricorso i partiti del centrodestra, quelli che per via della differente interpretazione sul premio di maggioranza hanno perso due seggi. «Le notizie che giungono dalla Corte d’Appello di Bari sono ver­gognose – ha scritto su Facebook il commissario regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis -. Se confermate faremo ricorso alla Giustizia. Se c’è». Stamat­tina, con gli atti ufficiali, si potrebbe capire qualcosa in più. Ma intanto già ieri la Corte d’Appello ha proclamato eletto Michele Emiliano: la conseguen­za è la decadenza di tutti gli assessori, compresi Lopalco e Donato Pentassuglia che erano stati nominati in «an­ticipazione» della nuova giunta.29 seggi alla maggioranza


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