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PARCO/ I SINDACI DEL GARGANO SCRIVONO AL MINISTRO SERGIO COSTA

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La lettera dopo sei mesi di attesa. A più di cento giorni dalla rielezione dei quattro rappresentanti in seno al Consiglio direttivo del Parco Nazionale è ancora ferma sul tavolo del ministero dell’Ambiente la nomina ufficiale dei sindaci: Claudio Costanzucci ex sindaco di Cagnano Varano, Michele Merla sindaco di San Marco in Lamis, Michele Sementino sindaco di Vico del Gargano e Luigi Di Fiore sindaco di Rignano Garganico.

Il sindaco di Carpino e presidente della Comunità del Parco Rocco Di Brina e altri quindici colleghi, hanno inviato una nota al ministro Sergio Costa con cui contestano il ritardo sull’ufficialità delle nomine.

I sedici sindaci, in particolare, criticano la posizione del Movimento 5 Stelle contro il presidente Pasquale Pazienza, che invece difendono, confermandogli piena fiducia e solidarietà rispetto a quelle che definiscono “inutili e dannose strumentalizzazioni. Uomo del territorio, persona trasparente e figura competente, portatore di una idea di Parco che contempla le variegate esigenze di un territorio complesso ma fiero e consapevole delle proprie risorse e potenzialità“- così nella missiva – “Non sfugge del resto a tutti i sindaci che il presidente del Parco sin dal suo insediamento non ha potuto mai disporre di organismi completi e funzionanti con cui confrontarsi per mettere in campo le iniziative e i provvedimenti che il territorio attende. Nonostante tutto il suo impegno nella gestione dell’Ente non si è fermato e merita apprezzamento”.

I sedici sindaci dell’area Parco sottolineano che non accetterebbero, ma contesterebbero fortemente, provvedimenti nei confronti dell’attuale presidente, garanzia di “un Parco democraticamente rappresentato nelle sue ramificazioni gestionali protese al confronto costruttivo con tutti i sindaci del territorio”.

I primi cittadini bollano anche la nomina dell’ex direttrice dell’Ente ed esponente di Federparchi Maria Villani – mandata via per mancato superamento del periodo di prova – come “precipitosa” rispetto alle caratteristiche e alla visione di cui invece – a loro dire – avrebbe necessitato il Parco.“


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