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Coronavirus – IN PUGLIA IL FLOP DEI TAMPONI RAPIDI DAI MEDICI DI BASE: TUTTO FERMO DOPO 20 GIORNI DAL VIA

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Dopo l’accordo la Regione non è stata in grado di fornire il sistema informatico necessario a registrare i test. Il segretario della Fiemmg scrive a Lopalco: “Silenzio sconcertante”.

I medici di famiglia ci sono, la Regione no. A più di 20 giorni dalla firma dell’intesa e a oltre una settimana dall’ordinanza del governatore Michele Emiliano, medici di famiglia e pediatri di libera scelta hanno ancora le mani legate: non possono sottoporre a tampone rapido i pazienti che avessero avuto un contatto stretto con una persona positiva al virus. Risultato: niente test, supporto azzerato nei confronti dei dipartimenti di Prevenzione sul fronte del contact tracing, nessuna quarantena disposta per i pazienti che hanno avuto un contatto stretto con un caso Covid.

È tutto fermo. I buoni propositi sono rimasti sulla carta. Sulle nove pagine dell’accordo messo nero su bianco dai cinque sindacati più rappresentativi dei medici di famiglia e dei pediatri, da un lato, e dall’assessore alla Salute, Pier Luigi Lopalco, dall’altro. Ma anche sulle otto pagine dell’ordinanza di Emiliano che, la sera del 5 dicembre, ne ha recepito il contenuto. E che, si legge nello stesso provvedimento, doveva “avere efficacia immediata e fino al 31 gennaio 2021”. Del resto, in cima all’ordinanza c’è scritto: “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da virus Covid 19 – Azioni di rafforzamento e supporto alle azioni di sanità pubblica”. “Urgenti”, dunque. Peccato però che sono volate via altre due settimane e tutto è rimasto com’era. 

Cenzio Di Zanni

repubblicabari


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