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“CI SONO ANCH’IO”, LA redAZIONE INTERVISTA MATTEO DE VITA, ISCRITTO AL PARTITO DI AZIONE E MEMBRO DEL COMITATO PROMOTORE DI VIESTE

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Riceviamo e pubblichiamo

Il talentuoso calciatore è tornato di recente nell’Atletico Vieste, dopo una breve esperienza in serie D, per mettere radici nella sua città, dove ha aperto un’attività commerciale e dove ha deciso di sposare il nuovo progetto politico di Lorenzo Spina Diana. Vieste è abituata a vederlo nei panni di atleta serio ed impegnato. Oggi, vorremmo scoprire un suo aspetto inedito, quel lato che non ti aspetti.

Matteo, la prima curiosità è capire cosa rappresenti per te la politica.

Penso che la politica sia, semplicemente, la persona. Non il partito: destra o sinistra, ma la persona. Negli ultimi decenni, però, sta prevalendo l’IO, l’individualismo, il pensare al proprio tornaconto. Nel percorrere questa strada in declino, i social network hanno avuto il loro peso in termini di complicità. Questo perché hanno causato una sorta di involuzione dell’animo umano, che ha alimentato una stupida forma di ego, che mette sé stesso al primo posto o, peggio ancora, risulta essere l’unico posto.

Qual è, invece, la tua idea?

Per me la politica deve essere sincerità. Deve essere un continuo confronto con i cittadini e deve saper accogliere il nemico, apprezzandone ciò che di buono propone e ricercando un costante confronto. Senza inutili attacchi carichi di odio.

Il politico eletto, cioè, dovrebbe riuscire a scindere il proprio ruolo istituzionale dalla tentazione di cadere nel personale?

Sì. Per esempio, per me il Comune non è la casa del Sindaco, ma quella dei cittadini, dove chi governa è un ospite ed è in dovere di perseguire il bene dei cittadini e della città. È una grossa, grossa responsabilità.

Responsabilità che prevede degli obiettivi. 

Quali sono i tuoi?

Vieste, negli ultimi decenni, è cresciuta tantissimo: sia dal punto di vista turistico che urbanistico. È un fatto, però, che il suo impegno nel sociale, per anni, sia sprofondato nel nulla. Questo ha permesso alla criminalità organizzata di accaparrarsi più facilmente i giovani. È un fenomeno che va assolutamente combattuto, puntando, soprattutto sull’associazionismo. Si potrebbero riattivare i tornei cittadini gratuiti di qualsiasi disciplina, attraverso accordi con le associazioni sportive attive sul territorio, per poter creare una rete in grado di aiutare chi è in difficoltà. Allontanando, così, dalla strada quei ragazzi che, altrimenti, si troverebbero ad essere emarginati. Aggiungo, comunque, che non è l’unico grosso problema che vive questa città.

Te la senti di proseguire? Te lo chiedo perché ti sei fermato.

Sì, certo. Il fatto è che l’argomento è spinoso, ma del resto anche ampiamente noto: lo sfruttamento dei lavoratori stagionali, costretti a fare orari indecenti in cambio di paghe minime.

Credi sia arrivato il momento di denunciare certi soprusi?

Non è creando ulteriore tensione che si può risolvere il rapporto tra lavoratore e datore di lavoro. Bisogna agire culturalmente, promuovere incontri con imprenditori e sindacati, riuscire a cambiare la visione delle cose, cominciando dal linguaggio e da alcuni concetti di base.

Per esempio?

Iniziando a parlare di imprenditori e non di datori di lavoro, di collaboratori e non di dipendenti. Questo, però, non vuol dire che non ci sia bisogno di vigilare, ma, più della repressione, credo sia utile la prevenzione. Azione si propone di essere vicino ai lavoratori, sostenendoli anche psicologicamente. Per questo stiamo lavorando ad un progetto di ascolto, che condivideremo a breve con l’Amministrazione e i sindacati.

Perché hai scelto proprio Azione?

Azione, per come la vedo io, è il primo partito proiettato verso il futuro. Non attacca, ma propone soluzioni. Non urla, ma si confronta. Credo che Calenda sia l’uomo giusto per dare il via ad una nuova primavera. Con la speranza che i giovani tornino ad interessarsi di politica, con l’intento di cambiarla realmente, eliminando quel pensiero comune che, da troppi anni, ci scoraggia.

Cioè?

Che tanto: “o l’uno o l’altro è sempre un magna magna”

Quindi Azione rappresenta il cambiamento. Ti senti pronto per questa sfida? Ti senti pronto per fare il politico?

Penso che per essere un buon politico si debba essere, innanzitutto, disposti a sacrificarsi per gli altri. La disponibilità è sicuramente il primo requisito per diventarlo, ma non basta. Mi chiedi se ritengo di essere pronto. Non è semplice rispondere, ma se mi chiedessero se fossi pronto ad essere un buon uomo, allora risponderei di sì. E mi sembra già un buon inizio.

Vieste in Azione


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