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VIESTE/ DON TONINO BALDI: “ANCHE IN QUESTA PANDEMIA, NEI NOSTRI OCCHI DOVRÀ RISPLENDERE LA GIOIA DEL SANTO NATALE”

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Carissimi,

la pandemia da coronavirus, tuttora in atto, ancora fortemente ci rattrista e ci preoccupa, Ma nei nostri occhi e negli occhi di tutti dovrà ugualmente risplendere la gioia del Santo Natale che ritorna, mentre concludiamo un anno per prepararci a viverne un altro.

Perché Dio è amore.

E per amore mette da parte tutto e si fa bambino piccolo e fragile per farci diventare grandi. Si fa povero per farci diventare ricchi, entra nella nostra storia fatta di sofferenze e di fragilità per farci gioire per sempre, entra nel nostro tempo che passa per farci diventare eterni, si fa uomo che muore per non farci morire mai più.

Questo Natale è certamente un Natale molto diverso dal Natale degli altri anni. Ma forse è il Natale più vero, che ci avvicina di più al primo Natale della storia.

Infatti nella capanna di Betlemme dove Gesù è nato c’era la povertà di una stalla e non il lusso delle grandi città. C’era un bambino che non aveva niente e non un bambino che ha tutto. E ai piedi di Gesù i pastori hanno portato tutta la loro povertà e la loro debolezza e le loro sofferenze e non le ricchezze e il lusso dei grandi magazzini.

A Gesù quest’anno, vogliamo portare anche noi – come i pastori – le nostre debolezze, le nostre sofferenze e quelle di tante altre persone, la semplicità del nostro cuore e il desiderio di diventare più buoni ed accoglienti l’uno verso l’altro.

E nel nostro cuore ci impegneremo a dare anche noi un pò di spazio all’amore verso tutte le persone, anziani, giovani e bambini, persone ricche e povere, simpatiche o a volte antipatiche, che hanno tutto o che non hanno niente.

E faremo soprattutto spazio ad un ringraziamento al Signore per tutto ciò che ci ha donato e ci dona: la vita, il calore e l’affetto di una famiglia, gli amici, la bellezza della nostra città, la bellezza della natura con i suoi colori che cambiano e le stagioni che alternano il caldo dell’estate e il freddo dell’inverno.

A Gesù bambino che poniamo nella mangiatoia dei nostri presepi vogliamo promettere che toccheremo le sofferenze del nostro prossimo con le nostre stesse mani per curare e guarire le piaghe  spesse volte sanguinanti  di chi non ha casa, di chi non ha lavoro, di chi non ha pace in famiglia, di chi non ha salute e vede lentamente scivolare via la propria vita.

I pastori, dopo aver incontrato il bambino Gesù, di ritorno dalla capanna di Betlemme, raccontano a tutti la bellezza e la gioia di questo incontro.

Ed anche noi racconteremo a tutti la bellezza del nostro stare con Gesù per un Natale diverso, per un Natale vero.

Auguri. Allora non vi dico buon Natale, ma qualcosa in più. Santo Natale.

E Santo Anno nuovo 2021, l’anno in cui – lo speriamo tutti – passerà la pandemia da coronavirus e ritorneremo a riabbracciarci.

Chiediamo anche questo a Gesù nel Natale che stiamo vivendo.

Don Tonino Baldi


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