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Dai Gruppi musicali del Gargano alle opere del grande Joseph Tusiani. Nei calendari culturali editi a S. Marco in Lamis

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Sono due i calendari in ve­trina per ricordare fatti e uomini illustri, a San Marco in Lamis. Entrambi ben fatti sia sul piano formale sia per quanto riguarda il contenuto sintetico, prensile e comprensibile da parte del grosso pubblico. Il primo è edito dalla farmacia “Nardella” l’altra messa su da Tonino Motta, critico, let­terato ed editore superlativo, pro­mossa dalla farmacia “Padre Pio”.

Il Calendario dei Nardella ha come concetto ispiratore i gruppi musicali di San Marco in Lamis, studiati e valorizzati da Luigi Ciavarella e contenuti in un libro sul tema, dal titolo “ Bande e gruppi Musicali di San Marco in Lamis”, Regione Puglia, 2000, firmati an­che in veste di coautori da Antonio Del Vecchio e Gabriele Tardio. Il Ciavarella- addirittura sul medesimo tema aveva curato pure una interessante mostra fotogra­fica, esclusivamente composta da reperti visivi inediti e raccolti pa­zientemente dall’interessato du­rante le varie manifestazioni mu­sicali. Egli ci precisa che il calendario in menzione è dedicato alla memoria di Paolo Pinto, scomparso di recente, chitarrista, cantante e musico tra i più noti dei gruppi in voga negli armi ‘70 e ‘80.

Il secondo calendario ha come oggetto ispiratore la vita e le opere di Joseph Tusiani, illetterato quadrilingue (dialetto, italiano, ingle­se e latino), in odore di premio Nobel, ritenuto uno dei più prolifici ed originali interpreti del No­vecento letterario appena trascor­so, di levatura mondiale. Lo stesso è scomparso come noto agli inizi dello scorso anno a New York, da dove puntualmente veniva ogni anno ed occasione a San Marco in Lamis, sua città, dove è nato ed ha vissuto i momenti salienti della sua infanzia e gioventù. Oltre ai passi più significativi della sua produzione letteraria, il Motta im­mortala con i suoi puntuali rife­rimenti inediti in dialetto (abboz­zi, resti dattiloscritti e quanf al­tro) pervenuti a suo tempo al noto storico del posto Tommaso Nar­della, e scoperti all’indomani della sua morte, nonché fotografie di personaggi e richiami alla sua cit­tà, avvertiti e vissuti dal curatore. Tra l’altro il richiamo amicale al predetto Nardella, ritenuto uno dei massimi studiosi del Risorgi­mento e del Brigantaggio, di cui quest’anno ricorre il decimo anno dalla sua scomparsa, confermato da una bellissima foto al riguardo scattata nelle campagne attorno, calpestate assieme al grande vate e gelosamente custodita, come gli altri scritti, nell’archivio di casa dalla figlia Loredana. Segue poi il suggello fotografico di Sebastiano Rendina, insegnante assai legato per tutta la vita a Tusiani. Altre foto sono costituite da gruppi, do­ve vi sono gli amici Contessa, e di luoghi caratteristici, come la Pa­della, ben interpretata dal grande

fotografo Giuseppe Bonfitto, au­tore e conservatore di una miriade di reperti sul tema, sempre disponibili da parte dell’autore. Una mano significativa l’ha dato pure Gennaro Sassano, titolare di una movimentata barberia, dove il let­terato era di casa. Per significarne l’autorevolezza, il Motta, oltre a richiamarsi alle “mille e quattrocento pagine” del volume”Storie dal Gargano. Poesie e narrazioni i versi dialettali (1955 – 2005), da lui curato assieme a Cosma e ad Anna Siani, e all’insieme del materiale poetico e in prosa medito, gelo­samente custodito nel suo archi­vio e centro culturale “Leonardo Sciascia”, il narratore siciliano di cui è stato amico e cultore (que­st’anno ne riccone il centenario della sua nascita), ringrazia per l’apporto collaborativo.


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