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Manfredonia/ Opere antierosione a Ippocampo. Un piano per evitare gli allagamenti dei villaggi in vari periodi dell’anno.

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 Sarà spostato di duecento metri verso sud il varco di collegamento con la laguna, realizzato nel corpo dunale per pro­teggere dalle inondazioni la località Ippocampo sulla riviera sud di Manfredonia. Inoltre sono state istallate due elettropompe per scaricare le acque meteoriche confluite nella vasca di ac­cumulo, nell’area lagunare comunicante col il mare del golfo adriatico oltre gli argini cir­costanti le abitazioni sorte ai margini del viale Azzurro nella parte estrema sud del villaggio turistico.

Sono i provvedimenti adottati dai progettisti delle opere previste dallo studio tecnico-scien­tifico relativo ai fenomeni di erosione del mare ed inondazioni della riviera sud di Manfre­donia, a seguito della interrogazione presentata all’assessore ai lavori pubblici della Regione Puglia della consigliera regionale del M5S Rosa Barone che lamentava appunto come «Nono­stante i lavori di ricostruzione della dima fi­nanziati dalla Regione Puglia con quasi due milioni e mezzo di euro risultino quasi conclusi, continuano purtroppo gli allagamenti». Le mo­difiche apportate miglioreranno la situazione.

Le opere realizzate rientrano nel Primo stral­cio di interventi previsti consistenti nella co­struzione di una duna, ima vera barriera di protezione dell’area più a sud del villaggio tu­ristico, finanziati dalla Regione Puglia per 2.410.687,70 euro e costruita dalla CCC spa Gian­ni Rotice. Lo studio risalente al 2010 realizzato dal Politecnico di Bari per fronteggiare la grave situazione dell’erosione costiera della riviera sud di Manfredonia con particolare riferimento a Ippocampo, prevede altri interventi che in­teressano l’argine del canale Peluso, l’adegua­mento della SP 141, gli argini e i ponti dei torrenti Cervaro e Carapelle, un impianto di depurazione, per una spesa complessiva di cir­ca 24milioni di euro.

Un problema quello delle inondazioni di quel­la parte della riviera parte terminale della pri­mordiale laguna che si estendeva fino ad Arpi di Foggia. Già in fase di progetto generale, il prof. Alberto Piccinni e l’ing. Gioacchino Angarano valutarono «la pericolosità idraulica del sito sia con riferimento alle possibili mondazioni do­vute ad eventi meteo marini, sia ad eventi al­luvionali connessi alle esondazioni del sistema idraulico a monte della SP 141, costituito dai torrenti Carapelle e Cervaro».

Gli argini di protezione realizzati hanno de­limitato un grande bacino che «oltre ad essere destinato ad area umida con valenza ambien­tale, ha anche la funzione di vasca di lami­nazione in caso di eventi alluvionali: la sua estensione e l’altezza degli argini sono funzio­nali allo scopo. La loro dimensione, in termini di quote e di posizionamento, rinviene da cal­coli idraulici già oggetto di valutazione da parte della Autorità di bacino della Puglia» osservano i progettisti che liquidano come «portatori di un interesse privatistico i rilievi formulati che non possono trovare accoglienza, attesa la finalità dell’opera che è quella della mitigazione dei rischio di inondazione per la salvaguardia della pubblica incolumità».

Intanto a seguito degli interventi effettuati sono mutate le condizioni ambientali dell’area che si presenta ricca di vegetazione con una laguna abitata da uccelli acquatici estensione della vicina Oasi Lago Salso.

Michele Apollonio


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