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MANFREDONIA/ IL VACCINO NON C’È: CITTADINI IN ANSIA

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Aumenta la preoccupazione dopo l’escalation di positivi. Almeno 45mila persone interessate, le prime somministrazioni forse a fine mese.

Aspettando la vaccinazione di massa. Una attesa che si fa sempre più ansiosa sospinta e alimentata dai numeri degli infettati dall’inflessibile coronavirus che imperversa senza tregua. Anzi ha accelerato: con l’inizio del nuovo anno il contagio si è stabilizzato sui 600 infettati in quarantena e gli oltre 400 positivi. L’ultimo aggiornamento del COC comunale pubblicato sul sito ufficiale del comune è rispettivamente di 624 e 429.

Una espansione continua che per arginarla nella prospettiva di debellarla, non c’è che il vaccino. L’operazione è già iniziata con la vaccinazione delle diverse categorie operanti nel servizio sanitario. Per la cittadinanza si dovrà aspettare almeno la fine di questo mese. Che arriva. Ma non si sa niente circa le modalità di somministrazione alla popolazione che reclama a ben ragione di conoscere le istruzioni del caso. La Aal di Foggia ha fatto solo sapere che saranno istituiti dei “centri vaccinali” ogni 15mila abitanti. Non sarà una operazione semplice. Occorrerà una organizzazione ferrea.

A Manfredonia la platea al 2020 cui dovrà essere somministrato il vaccino è, partendo dai ventenni, di 45.997 unità che potrebbero salire a oltre 48mila se si dovessero considerare i giovani dai 15 a 19 anni. Si comincerà, come da istruzioni governative, dagli ultraottantenni che a Manfredonia sono complessivamente 3.706 compresi 9 ultracentenari, pari a 5,6 per cento dell’intera popolazione che è di 55.917 unità (49,7% maschi, 50,3% femmine), 821 unità in meno rispetto al 2019 (56.738) e 1.414 rispetto al 2015 quando i manfredoniani erano 57.331.

Numeri che dicono di come e quanto la popolazione sia digradata verso l’invecchiamento, i giovani e le forze attive fuggiti verso altri lidi dove poter sbarcare il lunario. Emblematici anche per il loro collegamento alla pandemia da Covid, i numeri dei morti. Nell’anno del coronavirus da poco chiuso, al cimitero di Manfredonia sono state portate 640 salme. La gran parte sono decessi naturali, ma c’è una percentuale riferibile al Covid. Nel 2019 i morti sono stati 503 e ancora meno nel 2015 quando sono decedute 493 persone; i nati furono 440 nati scesi nel 2019 a 362.
I dati rappresentano inequivocabilmente e crudamente la situazione numerica che evidenzia il regresso demografico, ancor più marcato evidenziano i parametri economici e sociali di una città dalle molteplici risorse al solito inespresse.

Michele Apollonio

gazzettamezzogiorno


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