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DA MATTINATA A NAPOLI IL VIAGGIO DEL QUADRO DELLA MADONNA DELLA LUCE

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Il quadro della Madonna della Luce si trova a Napoli? Rubato nel 1971, il dipinto ad olio della patrona di Mattinata era l’oggetto d’arte più importante della chiesa parrocchia­le e elemento identitario, per la ve­nerazione dei mattinatesi verso la Ma­donna, onorata con il significativo titolo di “Madre della vera Luce”.

Grazie all’esistenza di accurate fo­to del quadro, fatte prima che ve­nisse sottratto dall’allora vice parroco don Francesco La Torre, si riu­scì ad ottenere presso la stamperia dei Fratelli Alinari di Firenze una fedele riproduzione dell’opera ruba­ta. E proprio questa copia fotografica fa mostra attualmente nell’abside della chiesa mattinatese. Ma dell’ori­ginale rubato, nessuna notizia, nes­suna informazione utile è mai ar­rivata a Mattinata dal 1971 in poi.

Non ci sono stati sviluppi nem­meno dopo l’inserimento dell’opera d’arte, forse dipinta da Luca Gior­dano o da un pittore della scuola napoletana del XVII secolo, nel “ca­talogo dei beni culturali illecitamen­te sottratti” presso il Nucleo del pa­trimonio artistico dell’arma dei Ca­rabinieri. E invece quando oramai ogni speranza pareva vana, da Na­poli arrivano negli ultimi giorni le immagini di un luogo ove è custodito un quadro della Madonna della luce, identico a quello di Mattinata. Sì, in una piccola chiesa sconsacrata di Chiaia, intitolata anche essa a Santa Maria della Luce, e da tempo con­cessa in affitto dalla Curia a dei privati, vi è una icona che corrisponde in tutto e per tutto all’immagine co­nosciuta a Mattinata.

Dieci anni fa la cappella gentilizia risalente al 1668 e situata davanti al mare di Napoli, dopo un lungo ab­bandono, è stata restaurata e messa a nuovo dalla società di restauro e de­sign “Medart”, che ne ha fatto un luogo per mostre ed eventi artistici.

Ma del quadro della Madonna del­la Luce cara ai mattinatesi, come dimostrano le foto su internet, non vi era all’epoca ancora traccia: sull’al­tare infatti solo i resti di un affresco, che fanno intravedere una Madonna della Luce del tutto diversa da quella mattinatese, che è un olio su tela e con fattezze del tutto diverse.

Ultimamente, con la gestione dell’ex chiesa passata alla ditta Na­poli Memoria le cose cambiano. Cambia non solo la destinazione del sito. Al posto di mostre ed eventi, ora in via Riviera di Chiaia 88 lungo le pareti della navata sono state poste dimore cinerarie, destinate ad ac­cogliere le lune dei defunti delle fa­miglie che vorranno usufruire di un servizio di custodia a pagamento. Ma, per quello che riguarda la storia del quadro mattinatese, vi è la novità del quadro che è stato posto sull’al­tare, dove vi erano le tracce del pre­cedente affresco: il quadro rappre­senta la stessa Madonna di Mattinata, nella figura, nei lineamenti, nei colori, insomma in tutto.

Ma quello di Napoli è proprio quel quadro rubato sul Gargano cinquan­ta anni or sono e poi per vie traverse finito semmai in qualche negozio di rigattiere o lasciato in abbandono in uno scantinato e alla fine entrato, anche lecitamente, nella disponibi­lità di chi ha pensato di collocarlo a Chiaia? O, al contrario, si tratta di una seconda copia realizzata anche essa nel XVII secolo? O invece si è di fronte ad una recentissima ripro­duzione in copia, utilizzando proprio il prototipo della Madonna di Mat­tinata? Agli inquirenti e agli esperti d’arte spetterà il compito di dipanare la questione.

Francesco Bisceglia

gazzettamezzogiorno


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