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LA GIORNATA DELLA MEMORIA/ Il viaggio dei convertiti da S. Nicandro ad Israele. Il ricordo delle vittime dell’Olocausto

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Verrà deposta oggi, in occasione della giornata in memoria delle vittime della Shoah, una corona presso la Sinagoga Ebraica di San Nicandro Garganico.

Un’iniziativa dell’Anpi (l’associazione nazionale par­tigiani d’Italia), dello Spi Cgil (il sindacato dei pensionati italiani), del Comune di San Nicandro e della stessa co­munità Ebraica sannicandrese.

La comunità ebraica di San Nicandro Garganico, va ricordato, si è sviluppa­ta a partire dalla fine del 1920 in segui­to alla conversione di Donato Manduzio, un veterano della pri­ma guerra mondiale che si è ispirato dalla sua personale lettura della Bibbia.

Ben presto converti un cer­to numero di suoi paesani che seguirono le indicazioni di Donato Manduzio.

Nel 1949, la maggior parte degli ebrei di San Nicandro emigrò in Israele per stabi­lirsi nella “terra promessa”, ovvero quel fazzoletto di terra nella zona araba che ancora oggi viene conteso ed è oggetto di dispute internazio­nali.

Oggi il culto dei restanti ebrei si svolge nella comunità ebraica di San Nicandro Garganico. La comunità sannicandrese è stata, in questi ultimi anni, un punto di ri­ferimento per molte scuole e per molte associazioni cul­turali che hanno voluto co­noscere sul proprio territorio l’ebraismo sotto l’aspetto re­ligioso più che sotto il profilo storico, di cui già si parla nei testi scolastici.

Non sono molti a conoscere gli straordinari eventi acca­duti a San Nicandro Garga­nico nella prima metà del XX secolo. Tutto iniziò quando Donato Manduzio, un inva­lido reduce della Grande Guerra, ebbe alla fine degli anni ‘20 una visione nella quale Dio gli comandava di portare la fede ebraica nella sua terra, e questo nonostan­te che Manduzio non avesse mai avuto contatti con l’ebraismo. Anzi, egli credeva che non vi fossero più ebrei al mondo. Pochi anni dopo, Manduzio aveva già i suoi seguaci e una piccola ma ap­passionata comunità di aspi­ranti ebrei. La loro definitiva conversione passerà attraver­so la storia dell’Italia di que­gli anni, incontrando l’opposizione del fascismo e della Chiesa cattolica che tuttavia non riusciranno a spezzare la volontà granitica della comu­nità di San Nicandro di ap­partenere al popolo ebraico e in seguito di emigrare in Israele.

John Davis, scrittore, ripercorse una delle vicende più incredibili della storia contemporanea e, narrando l’epopea degli ebrei di San Nicandro, dipinge un ritratto assai accurato della società contadina del Sud Italia, del rapporto tra Chiesa, fascismo e mondo ebraico e della rete clandestina per l’emigrazione ebraica in Israele (con par­tenze anche dal porto di Man­fredonia) che si sviluppò an­che in provincia di Foggia appunto con il presidio di San Nicandro Garganico.

Anna Lucia Sticozzi


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