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Arrivano dall’Europa quat­tro nuove «tasse» per coprire la spesa del Recovery Plan. Im­posta sulle società, contributi basati sull’Iva semplificata, plastic tax ed entrate derivanti dal sistema di scambio delle quote di emissioni serviranno a fi­nanziare le risorse necessarie per combattere la crisi. A sta­bilire la nuova normativa il Consiglio europeo L’obiettivo è incrementare dello 0,6%, e fino al 31 dicembre’2058, le entrate dirette dell’Unione europea (cioè le risorse proprie) e co­prire le passività derivanti dall’emissione dei Recovery bond.

Le nuove imposte messe in conto dalla Commissione eu­ropea avranno un gettito com­plessivo stimato in 22 miliardi di euro l’anno, quasi il 12% del totale delle entrate del bilancio Ue.

Chi effettua prelievi in con­tante in una banca diversa dal­la propria rischia di pagare commissioni difficilmente com­parabili, perché decise dalla banca proprietaria dello spor­tello automatico. Bancomat Spa, infatti, sta pensando di introdurre una riforma sui pre­lievi di contanti agli sportelli. Si prevedrebbe «la sostituzione delle commissioni interbanca­rie con l’applicazione al titolare della carta di una eventuale commissione definita in via au­tonoma da ciascuna banca proprietaria dell’Atm e che eroga, dunque, il servizio di prelievo attraverso le proprie apparecchiature». C’è, quindi, la pos­sibilità di vedere applicata una piccola tassa sui prelievi agli sportelli e questo dovrebbe di­sincentivare gli italiani a pre­levare (dalle banche diverse dalla propria), sfruttando in­vece la moneta elettronica per i pagamenti. Lo stesso obiettivo è perseguito anche dal bonus bancomate dal cashback di Stato.

Slitta di 8 giorni la scadenza del 31 gennaio 2021 prevista per l’invio dei dati delle spese sa­nitarie per le dichiarazioni dei redditi. Il termine del 31 gen­naio è stato rinviato all’8 feb­braio 2021. Lo comunica l’Agen­zia delle entrate. Slitta così an­che il termine entro il quale i contribuenti potranno comuni­care la propria opposizione all’utilizzo delle spese sanitarie sostenute nell’anno 2020 per l’elaborazione della dichiara­zione precompilata.

Dal 5 febbraio tutti gli atti del processo penale compresi de­nunce e querele saranno on line. Lo prevede un decreto del ministero della Giustizia che autorizza il deposito con mo­dalità telematica, presso gli uf­fici del pubblico ministero, di memorie, documenti, richieste e istanze del codice di proce­dura penale, nonché di atti e documenti da parte degli uf­ficiali e agenti di polizia giu­diziaria. Nelle Procure della Re­pubblica presso i tribunali, il deposito di atti, documenti e istanze da partete dei difensori do­vrà avvenire solo in modalità telematica ricorrendo al porta­le del processo penale telema­tico.

Pochi lo san­no ma è in vi­gore il proce­dimento euro­peo per le con­troversie di modesta enti­tà fino ad un massimo di 5000 euro, un’alternati­va ai contenziosi riguar­danti paga­mento di som­me di denaro, il risarcimen­to di danni causati da in­cidenti, la consegna di merci o altri beni mobili, la richiesta di esecuzione di un contratto. La sentenza emessa al termine del procedimento è riconosciuta ed esecutiva negli altri paesi dell’Ue e non è op­ponibile. Per avviare il pro­cedimento non serve rivolgersi a un avvocato e la controversia dovrebbe trovare una soluzione in tempi più rapidi. In genere sono previste delle spese processuali che sono rimborsate se si vince la causa.

 Si chiama vishing, acronimo di voice pishing, una truffa che in tempi di pandemia si sta diffondendo. L’utente riceve una comuni­cazione allarmante tramite Sms oppure via email del tentativo di accesso sospetto al pro­prio account. La vittima riceve un link da cliccare per avere dettagli sull’accaduto o una te­lefonata da un soggetto che si presenta come operatore dell’istituto di credito, in cui viene chiesto di fornire alcuni codici per sbloccare la situa­zione, dati che vengono inviati tramite Sms oppure e mail.

Non bisogna farsi prendere dal pa­nico quando si ricevono telefonate preoccupanti, che an­nunciano minacce per il pro­prio account. Non comunicare mai dati sensibili al telefono, per e mail o tramite Sms e non cliccare su link sospetti. Queste truffe sono finalizzate ad ac­cedere al conto corrente della vittima.

È bene sapere che l’Ar­bitro bancario finanziario si è espresso a favore del rispar­miatore caduto nella trappola del vishing, stabilendo che ha diritto al rimborso. L’Antitrust infliggendo una sanzione di complessivi 12,5 milioni di euro a Enel Energia, Servizio Elet­trico Nazionale (Sen) ed Eni gas e luce, per aver rigettato le domande di prescrizione bien­nale presentate dagli utenti, a causa della tardiva fatturazione dei consumi di luce e gas, ha aperto la strada ai rimborsi dei pagamenti effettuati e non do­vuti. Sono migliaia i cittadini coinvolti, che si son visti ad­debitare la responsabilità della mancata lettura dei contatori a fronte di presunti tentativi di lettura dichiarati dal distribu­tore: tentativi non documentati . L’antitrust avrebbe accer­tato che le aziende ignoravano la domanda di prescrizione sol­levata dagli utenti oppure co­municavano loro il rigetto solo in seguito, intanto addebitava­no immediatamente gli importi fatturati soggetti a prescrizione agli utenti che avevano, scelto come modalità di pagamento la domiciliazione bancaria/postale o l’uso della carta di credito.


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