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Puglia/ “Scuole c’è stato un boom di casi” ma lunedì si rientra in classe. Il Piano della Regione: alle superiori resta il 50%

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L’istituzione dei team sanitari scolastici, i test a tappeto del personale da ripetere ogni 14 giorni e – auspicabilmente – la loro vaccinazione, una volta che verrà avviata la fase 2 e saranno disponibili le dosi necessarie. Così la Regione conta di poter riaprire, da lunedì, l’attività didattica in presenza, facendo venire meno la necessità delle ordinanze che da fine ottobre hanno consentito «a richiesta» la didattica a distanza nelle scuole elementari e medie.

Le linee guida approvato ieri dalla giunta regionale rispecchiano il piano che il presidente Michele Emiliano e l’assessore Pier Luigi Lopalco avevano concordato con i sindacati. Più sorveglianza, misure più stringenti per assicurare la quarantena dei casi sospetti, e soprattutto l’introduzione di una vigilanza attiva con 355 operatori sanitari (uno ogni 1.500 alunni) che dovranno tra l’altro fungere da interfaccia con i servizi territoriali delle Asl, occupandosi anche di raccogliere i dati sui contagi all’interno degli istituti. Personale che dovrebbe essere in servizio già da lunedì, ma che andrà reperito anche con assunzioni ad hoc.

Negli indirizzi operativi approvati ieri la Regione ha difeso la scelta di limitare l’accesso fisico a scuola spiegando come nel primo mese di apertura (settembre) «è stato registrato un aumento di oltre 20 volte (dei contagi, ndr) nelle fasce 6-10 e 14-18 mentre, a partire dalla settimana del 2-8 novembre, l’aumento progressivo di incidenza ha interessato tutte le classi di età superiore a 18 anni ma non quelle in età scolare». Pur confermando «una circolazione virale sostenuta nelle fasce di età pediatriche e giovanili», secondo la Regione le ordinanze sono riuscite a stabilizzare la crescita dei nuovi casi nelle fasce di età più giovani, «a differenza di quanto avvenuto in quelle degli adulti e degli anziani». Il picco negativo è stato toccato a cavallo del Natale. Ma dall’ultima set­timana dello scorso anno e fino al 3 gennaio si è poi «registrato un aumento progressivo dell’incidenza che ha interessato tutte le classi di età» rispetto all’inizio del mese di dicembre: +53% nella fascia 14-18 anni, +44% nella fascia 0-5 anni e +37% nella fascia 6-10 anni.

Da lunedì la situazione dovrebbe dunque essere que­sta. Elementari e medie torneranno in classe senza limitazioni, salvo osservare le normali misure di cautela e rimanere a casa se la temperatura corporea supera i 37,5°. Le scuole superiori (al momento chiuse) tor­neranno invece in presenza al 50% della capienza delle classi, e con la possibilità – per chi lo ritenga – di chiedere la didattica digitale integrata. Ma i sindacati (Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals, Gilda, Anief e Anp) annunciano per stamattina ulteriori motivi di contrarietà alle ordinanze della Regione e nuove iniziative di mobilitazione.

m.s.


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