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MANCANO 100 POSTI LETTO E CI SONO TROPPI PAZIENTI CRITICI: ECCO PERCHÉ LA PUGLIA RESTA ARANCIONE

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Emiliano aveva annunciato la zona gialla. Il ministero: troppi pazienti in terapia intensiva.

Il parametro «Rt» è inferiore a uno, ma il trend di aumento dei casi e – soprattutto – il peso dei ricoveri fanno sì che anche questa settimana la Puglia venga classificata ad alto rischio. E così niente zona gialla, nonostante non più tardi di lunedì scorso il governatore Michele Emiliano l’avesse annunciata come imminente – pur dicendosi contrario.
Ma i dati della Cabina di regia del ministero della Salute, resi noti ieri, fanno ipotizzare che solo la Sardegna possa passare da arancione a giallo. Mentre Puglia, Umbria (quest’ultima con dati da zona rossa) e provincia di Bolzano (che da lunedì ha annunciato autonomamente un lockdown) rimarranno arancioni – a questo punto – per almeno altre due settimane. Sempre che il ministero (come pure è già accaduto) non riveda il decreto con le regole per la classificazione.

Nonostante dunque il valore del parametro Rt (indica il numero di contagi secondari innescati da ogni singolo caso non asintomatico) sia pari a 0,91, dunque al di sotto della soglia di uno che indica una espansione dell’epidemia, i 6.727 casi registrati nel corso della settimana sono superiori a quelli dei sette giorni precedenti. E quindi, pure a fronte di uno scenario paragonabile con quello della scorsa estate, l’occupazione di Terapie intensive e reparti medici oltre la soglia di allerta ha fatto propendere i tecnici ministeriali per la massima cautela, rappresentata appunto dalla fascia di rischio alto. Dall’anticipazione dei dati pubblicati ieri emerge pure la diminuzione dell’incidenza dei casi negli ultimi 14 giorni (erano 357 ogni 100mila abitanti, sono scesi a 337), mentre i nuovi casi sono stati 6.727 (contro i 6.528 dei sette giorni precedenti). Tuttavia la Puglia è passata da una classificazione di rischio moderato a un rischio alto. Una scelta che in Regione – a dispetto della posizione di Emiliano, che lunedì scorso ha prima annunciato la zona gialla e ha poi detto di preferire quella arancione – ha creato non poco malcontento: nessuno del ministero – spiegano in assessorato – aveva avvertito la task force regionale che si sarebbe andati verso un inasprimento della situazione.

La Regione sta valutando come muoversi. La criticità evidente è l’impatto dell’epidemia sul sistema ospedaliero, che potrebbe diminuire soltanto se si aprissero nuovi posti letto: ad esempio quelli del nuovo ospedale in Fiera del Levante, per il quale tuttavia i tempi di attivazione restano lunghi, non prima di due o tre settimane a voler essere ottimisti. Ieri la Puglia aveva 168 ricoveri in Terapia intensiva a fronte di 460 letti: per rientrare nella soglia critica del 30% dell’occupazione dovrebbe scendere sotto i 138 ricoveri oppure salire a 560 letti disponibili.
La situazione dei dati resta insomma piuttosto critica. Tuttavia a questo punto è difficile, per non dire impossibile, che alla fine della prossima settimana (per San Valentino) si possa arrivare alla riapertura dei locali pubblici, come pure molti gestori chiedevano anche in vista della scadenza del Dpcm. I risultati del monitoraggio ministeriale saranno ufficializzati oggi.
Ieri intanto sono stati registrati 1.215 casi positivi (su 9.887 test) con un’incidenza del 12,2% (361 a Bari, 280 a Taranto, 261 a Foggia, 121 nella Bat, 106 a Lecce, 97 a Brindisi, più 11 fuori regione riclassificati) e 29 morti (9 a Bari, 13 a Foggia e 9 a Taranto, meno due decessi già attribuiti alla Bat e riclassificati). Sono invece 126.897 i vaccini finora somministrati, pari all’84,4% di quelli disponibili.

Massimiliano Scagliarini

gazzettamezzogiorno


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