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È UN WEEKEND DI ASSEMBRAMENTI, MA LA PUGLIA PUÒ TORNARE GIALLA

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La Regione sta rimodulando la disponibilità dei posti Covid, con 100 letti di terapia intensiva in più, e il ministero della Salute potrebbe convocare un vertice per rivedere presto la fascia di rischio.

Una Regione ufficialmente in zona arancione ma con dati in miglioramento, tali da consentire un prossimo passaggio in zona gialla. Ecco proprio i dati sono quelli che la Regione contesta nell’ultima classificazione di rischio stilata dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità nell’ultimo report settimanale. Da quei dati viene fuori che la Puglia ha un incremento dei contagi tale da portare la regione in fascia di rischio “alto” di diffusione del contagio, quando una settimana fa era a rischio “moderato”. E soprattutto emerge con chiarezza la difficoltà del sistema ospedaliero nella gestione del virus con tassi di occupazione dei posti letto di terapia intensiva da parte di pazienti Covid al 37 per cento del totale.

Dati talmente negativi che hanno spinto il ministero a confermare la Puglia in zona arancione (decisione che, va detto, non ha impedito ai baresi di approfittare del sabato soleggiato per riversarsi nelle piazze, nei parchi e sul lungomare). Una decisione – va detto – che ufficialmente alla Regione non dispiace, visto che solo pochi giorni fa il governatore Michele Emiliano considerava certo l’ingresso in zona gialla a partire da domani e ne temeva gli effetti da “liberi tutti”.

Ma tornando al report, quel documento con tutti i dettagli è arrivato sulle scrivanie degli uffici regionali l’altro ieri in serata. I dati però non convincono i vertici, a cominciare dall’assessore regionale Pierluigi Lopalco. Non convince soprattutto la valutazione di rischio “alto” basata sull’aumento dei casi. Si decide così di prendere delle contromisure e ieri mattina l’assessorato alla Sanità ha inviato al ministero una relazione che rimarca alcuni aspetti tecnici, definiti dalla Regione “opinabili”, che permetterebbero di rivalutare il rischio. A cominciare dal trend dei casi che “in realtà è in discesa”, fanno sapre dalle stanze dell’assessorato. Nella relazione la Regione chiede di rivedere anche il tasso di occupazione dei posti letto, “tenendo conto nel denominatore anche dei moduli di terapia intensiva aggiuntivi allestiti dalla Protezione civile”. Qui c’è la seconda mossa messa in campo dalla Regione e coordinata dal capo dipartimento Salute, Vito Montanaro, oltre che dallo stesso assessore Lopalco.

Vale a dire l’aggiornamento dell’intera rete ospedaliera Covid e No Covid. È un lavoro che il dipartimento sta svolgendo da almeno una settimana (propedeutico all’avvio del piano per il recupero delle liste d’attesa) e che si conclude proprio nelle ore in cui viene fuori il nuovo report settimanale di ministero e Istituto superiore di sanità. E così ieri mattina la Regione ufficializza il risultato di quell’aggiornamento: 100 posti letto in più di terapia intensiva e 100 posti letto in più nei reparti medici.

In totale ora i posti letto attivi della rete Covid salgono a 300 posti letto di terapia intensiva e a quasi 2mila di area medica. “In questo modo – sono sicuri in Regione – in poche ore i tassi di occupazione dei posti letto di reparti Covid scenderanno rapidamente sotto la soglia di allarme del 30 per cento”. La relazione è stata inviata in mattinata con la speranza di avere una modifica dei parametri nelle ore successive. Ma fino alla serata da Roma non erano arrivate nuove indicazioni. Sarà necessario convocare nuovamente la cabina di regia del ministero per affrontare ad hoc la situazione pugliese. Se ne potrà sapere di più già nelle prossime ore.

Effettivamente nei giorni scorsi il governatore Emiliano si dichiarava preoccupato per il previsto ingresso in zona gialla. Il tema scatena inevitabili polemiche politiche. “A qualcuno – attacca Raffaele Fitto, europarlamentare di Fratelli d’Italia – fa comodo credere che fra ministero della Salute e Regione avvenga una sorta di contrattazione sui colori e che alla fine la decisione viene presa per accontentare chi è contento di restare così. Non è così. La Puglia resta arancione perché siamo la regione con il più alto numero di ingressi nei reparti di terapia intensiva”.

Antonello Cassano

repubblicabari


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