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Vieste – A PROPOSITO DELLA VALORIZZAZIONE DEL VERSANTE COLLINARE DEL CASTELLO. UNA MODESTISSIMA PROPOSTA CHE CI REGALI UN ECOMUSEO.

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IL TERRITORIO E’ PRODOTTO TURISTICO

Il turismo vive dello spazio fisico che utilizza e nello spazio che fruisce. Entrambi gli spazi sussistono e sono tra loro fortemente connessi. Spesso ci si limita a valutare il primo (il sedime di un albergo, una spiaggia, un monumento) e ci si dimentica del secondo (1’ambiente che circonda l’albergo, la costa, la città) soprattutto perché non ha un costo, perché è difficilmente monetizzabile. Ci si accorge della presenza e del ruolo del territorio di fronte ad eventi quali gli incendi, gli inquinamenti, la mucillaggine, capaci, da soli, di allontanare in maniera irreversibile consistenti masse turistiche. La soluzione è nell’assumere il territorio quale vero e proprio prodotto turistico. Occorre, quindi, definirlo, dargli valore, valutare quanto costa “costruirlo”, o meglio, conservarlo e salvaguardarlo; occorre introdurre le più adeguate modifiche di comportamento negli operatori di settore. Ci si è resi conto, da tempo, che sul settore turistico sta incidendo non poco il cattivo uso che si è fatto in questi anni delle risorse territoriali sulle quali era basata la fortuna del settore. Degrado, eccessivo sfruttamento delle risorse, scarsa aderenza degli interventi all’ambiente sono indicati, infatti, tra le cause di appannamento del settore; al punto che si comincia a collegare alla crisi ambientale la caduta di produttività di uno dei segmenti più fortunati dell’economia nazionale. E’ tempo di prendere, sul Gargano, in seria considerazione una rinnovazione e una ri-calibrazione dell’innovazione produttiva turistica. Che punti sulle tradizioni e sulle peculiarità territoriali. Non c’è dubbio che oggi esiste, c’è una volontà, di una nuova coscienza civica verso il patrimonio ambientale e culturale del nostro territorio. Tutto questo può avvenire solo con la collaborazione del territo­rio e dei gruppi locali che si occupano di individuare, censire e promuovere queste peculiarità territoriali che proprio attraverso questa azione possono modificarsi in attrattori turistici. Creare e sviluppare contatti. Relazioni basati su legami di reciprocità in cui si dà e si riceve, si tratti di tempo, competenza o di informazioni. Crearsi una rete e svilupparla a più livelli, moltiplicandola e consolidandola nel tempo. Così si introdurrà un nuovo concetto di pro­mozione, basato sul concetto di bene so­ciale e sulla consapevolezza dei benefici di un turismo organizzato. E qui può scendere in campo con decisione il Parco.

Una conferma alle considerazioni appena fatte ci porta alla idea di un ECO-MUSEO. Il museo ha la funzione principale di “contenere” le opere d’arte e pro­teggerle. L’eco-museo conserva questo significato e lo espande. Nel caso dell’eco-museo viestano le opere non saranno costituite da quadri o statue, bensì dal territorio e dagli attrattori territoriali. Con la conseguenza che se in un museo abbiamo i guardiani, in un eco-museo avremo la popolazio­ne a guardia e tutela del territorio, che diventa attrazione di un museo a cielo aperto. I “quadri” at­trattori in un museo tradizionale prendono vita trasformandosi in pa­norami reali esposti in un eco-museo, così come le antiche masserie, le vallate, gli scorci panoramici di maggior interesse, e poi le esposizione involontaria di tutte quelle che so­no le tradizioni del nostro territorio (feste patronali, sagre e manifestazio­ni). Sicuramente è un concetto temerario ma all’interno di un contesto evolutivo, come il turismo sul Gargano, ancora in fase di assestamento, questa visione segnerebbe sostan­ziali passi avanti congrui con tutto il percorso di crescita visto fin ora. E’ evidente ed essenziale, che c’è bisogno dell’impegno diretto da parte delle nostre comunità, oltre che delle istituzioni. Questa impostazione attrattiva ha bisogno di un’importante orga­nizzazione e soprattutto di molta collaborazione così sarà possibile raggiungere risultati di rivincita e valorizzazione di tanti nostri luoghi prima abbandonati, in modo da apportare benefici alla co­munità che proprio attraverso la collaborazione e la promozione sociale genererà flussi di visitatori. La creazione di un eco-museo rappresenta un’importante possibilità per il nostro territorio, attraverso di esso si potrà mostrare le meraviglie dei nostri luoghi oppure viverne le abitudini tipiche. Questa conformazione, è evidente, che permetterà di dare vita ad una composizione di usi, paesaggi, tradizioni e costumi frutto della collaborazione di tutti i garganici. Rappresenta una precisa dinamica evolutiva che (col tempo porta a nuovi prodotti naturalmente inseriti) auto­nomamente mira all’espansione alla sopravvivenza economica rein­ventandosi continuamente per cogliere nuovi consumatori e finalmen­te, preservarla, per i turisti e per gli abitanti viestani e garganici di domani.

ninì delli Santi

ADDIO ALLA SPERANZA DI UN TURISMO RESPONSABILE?

Di prossima pubblicazione


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