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VIESTE/ VIAGGIO NEGLI ANNI DAL 1943 AL 2013 – GLI ANNI SESSANTA (17)

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Elezioni comunali del 1960

Alle amministrative di novembre 1960 furono presentate 5 liste: 4 dai partiti tradizionali e 1 civica composta dagli immancabili dissidenti dc, soprannominata dei barbagianni, che prese 180 voti ma nessun seggio. La Democrazia Cristiana riconquistò la maggioranza assoluta con 16 seggi. Gli altri 14 andarono così distribuiti: 6 al PCI, 4 alla lista Monarchica-Missina, 3 al PSI e 1 al PSDI. Chi scrive queste pagine venne eletto sindaco.

Consiglieri eletti, elencati come prima in base ai voti di preferenza

*1Ragno Ludovico16Patrone Nicola
2Clemente Maria*17Carmeno Pietro
3Medina Vincenzo18Protano Vito
4Mancini Antonio19Simone Paolo
5Cariglia Giovanni20Mendolicchio Nicola
6Vario Pasquale21Azzarone Giuseppe
7Rosiello Michele Aldo22Vecera Vincenzo
8Desimio Vincenzella*23Spina Domenicantonio
9Mendiola Giovanni24Cimaglia Gaetano
10Mastromatteo Antonio25D’Errico Giannangelo
11Micelli Matteo26Fini Antonio
12Piracci Ignazio*27Aliota Giacomo
13Iervolino Nicola28Lavella Antonio
14Bosco Francescantonio29Granieri Vincenzo
15Fabrizio Pasquale*30Protano Michele

Sindaco: Ludovico Ragno. Giunta: Assessori: Bosco Francescantonio (vicesindaco), Antonio Mancini, Pasquale Vario, Michele Rosiello, Giovanni Cariglia, Gaetano Minecci. Il consigliere Vincenzo Granieri sarà in seguito surrogato da Sante Ruggieri.

Il Liceo Scientifico e gli altri istituti superiori

Nel 1960 il Liceo scientifico di Vieste, nato privatamente l’anno prima, diventò statale, sezione staccata di quello di Foggia.

L’indimenticata prof.ssa Iole Medina Guadagno, per molti anni stimata preside di questo Liceo, in una pubblicazione edita nel 1965 dal Liceo scientifico di Manfredonia, del quale il nostro era poi diventato sezione staccata, così ricorderà quegli inizi:

Da molto tempo Vieste avvertiva l’esigenza di una scuola di grado superiore. L’allora sindaco Giovanni Latorre ebbe il merito di raccogliere questo voto popolare e di avviarlo a soluzione. Nel 1959, nei locali di un fabbricato comunale appena ultimato, istituì il Liceo Scientifico non statale, affidandone l’organizzazione al Centro Italiano per la diffusione della Cultura di Firenze. Il corso iniziò però con molto ritardo e solo 15 alunni poterono iscriversi. A noi piace ricordarli tutti perché essi furono i pionieri della nuova scuola: Ascoli Pasquale, Cariglia Antonietta, Dirodi Nicola, Di Vieste Celestino, Forcelli Giovanni, Gentile Libero, Mazzone Domenico, Papotto Franca, Raduano Leonarda, Ragno Simeone, Ranalli Carlo, Sollitto Michele, Tantimonaco Giovanna, Vescera Antonio e Chionchio Domenico.

Ma per tutta una serie di insufficienze, l’iniziativa sarebbe fallita se l’anno successivo (a.s. 1960-61) il Ministero della P. I. e l’Amministrazione Provinciale non avessero deciso di istituire un corso regolare statale come sezione staccata del Liceo Scientifico di Foggia, avendo come preside il prof. Lucio De Palma.

 Dall’a.s. 1962-63 esso è sezione staccata del “Galilei” di Manfredonia. Attualmente funzionano due classi del primo corso ed una classe per ognuna degli altri quattro, con un totale di 107 alunni. Grazie all’impegno dei dirigenti della nuova scuola, assecondati responsabilmente dall’allora sindaco di Vieste Ludovico Ragno, nel 1963 il Liceo ha potuto sanare il disagio, occupando idonei ed autonomi locali in un’ala dell’edificio delle Scuole Elementari.

Per il futuro c’è l’impegno dell’Amministrazione Provinciale a contrarre un mutuo per la costruzione dell’edificio del Liceo Scientifico. Decisione quanto mai saggia, visto che la scuola ha incominciato a dare buoni frutti e certamente di più saprà darne in avvenire. Iole Medina”.

La scuola elementare che in precedenza aveva ospitato nelle sue aule la scuola media statale, tenne anche il Liceo scientifico, sino a quando, anni dopo, l’Amministrazione Provinciale prese in affitto un edificio di nuova costruzione in via Giovanni XXIII, adattato a sede della scuola.

Come la preside Medina aveva previsto, rapida fu la crescita del Liceo. Diventato autonomo, arrivò ad accogliere sino a circa 500 alunni.

Nel frattempo sorsero due altre scuole secondarie superiori. Con l’anno scolastico 1966/67 l’Istituto Alberghiero Statale, in locali di fortuna, presso l’hotel degli Ulivi in Pugnochiuso. Un sito che rappresentava una felice interazione della cultura alberghiera con l’attività turistica. Ma era una sede di fortuna e troppo distante dall’abitato. Pertanto, dopo qualche anno, fu trasferito in città, nell’ex albergo Adriatico, preso in affitto dal Comune e adattato all’uso. Ebbe un immediato successo, accogliendo oltre agli studenti di Vieste parecchi altri dei comuni vicini e pure da più lontano. I frequentanti salirono in due anni a 350.

Terza scuola superiore in ordine di tempo, aprì i battenti l’Istituito Tecnico Commerciale per ragionieri, nell’a.s. 1973/74. Il primo anno fu ospitato in una palazzina dell’oratorio, poi passò in un fabbricato nuovo, vicino al Liceo. Raggiunse il numero di 13 classi e 300 alunni.

Ai giorni nostri, ma già da alcuni anni, tutte e tre gli istituti hanno il proprio edificio: l’Alberghiero costruito dal Comune e gli altri due dall’Amministrazione Provinciale, distanti poco più di 100 metri dal primo. Hanno in comune un auditorium bene arredato e sono contigui al centro sportivo polivalente. Meglio di così!

Due testimonianze-ricordo di alunni del primo quinquennio di vita del Liceo Scientifico, Nicola Dirodi e Italo Ragno, pubblicate nel Faro, rispettivamente il 26 ottobre e il 2 novembre2001, quando furono inaugurati gli edifici scolastici costruiti per il Liceo e l’ITC.

In quegli scritti, Nicola Dirodi, sotto forma d’intervista, ricorda brevemente la nascita del Liceo e il primo anno di suo funzionamento, che fu quasi una disavventura per gli alunni, ed espone alcune considerazioni sulla scuola superiore del momento. Italo Ragno rievoca, in rapida sequenza di fotogrammi, battute, vezzi, pensieri di compagni e insegnanti, che toccano la corda del sentimento di chi ne è stato partecipe, e magari anche di altre persone, nelle quali sollecitano il ricordo dei propri giorni di scuola ed insieme la nostalgia degli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza.

Lavori in città, due nuove strade,

Nel campo dei lavori pubblici, hanno luogo, nel primo quadriennio, l’ampliamento della rete idrica e della rete fognaria, la costruzione di un nuovo lotto di aule della Scuola Elementare unita al Municipio, e del secondo edificio per le elementari in via Tommaseo; l’allargamento del marciapiedi del Corso L. Fazzini, lato sinistro scendendo; la prima pavimentazione dei viali nella villa “Sopra la Rena”; la pavimentazione di alcune strade dell’abitato e cantieri di rimboschimento.

Fuori dell’abitato prende il via la costruzione della Vieste-Peschici, in prosecuzione della Vieste-S.Maria, finanziata dalla Cassa per il Mezzogiorno.

Realizzate in tempi rapidi, sia questa che la Vieste-Mattinata, le due strade si orneranno col volgere degli anni di insediamenti turistici di varia tipologia e livello, inanellando le tante strutture dell’accoglienza, che danno buon nome e movimento economico alla nostra città.

Il monumento ai caduti

 Breve storia. Negli anni dopo la Prima Guerra Mondiale, quando il patriottismo è un valore tenuto in alta considerazione, in quasi tutti i comuni si pensò di erigere un monumento ai caduti in guerra. Anche a Vieste. Mi raccontò uno degli assertori locali dell’idea, Michele Mendolicchio, che negli anni Trenta, visto che il Comune non lo faceva, si costituì un comitato cittadino con l’intento di raccogliere i fondi occorrenti attraverso una sottoscrizione pubblica. Si raccolsero poco più di mille lire (pari a due paghe mensili di un impiegato di medio livello). Somma del tutto insufficiente allo scopo. Poi arrivò la Seconda Guerra Mondiale e non se ne parlò più.

Anno 1963. Si concretizza quell’idea. A cura della civica Amministrazione, nell’aiuola vicino alla chiesa Santa Croce viene posto il monumento in bronzo che vediamo, simboleggiante la Vittoria alata e, su di un pannello del piedistallo, la Pietà che regge un soldato caduto. La cerimonia dello scoprimento, il 24 maggio, è per Vieste una giornata straordinaria, con messa all’aperto, onori militari d’un reparto dell’aviazione che opera nel territorio di Vieste, partecipazione popolare e presenza di autorità, rappresentanze e familiari di caduti in guerra.

17 – (continua)

Ludovico Ragno

Il Faro settimanale