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S. GIOVANNI ROTONDO/ C’È “LEONARDO” IN SALA OPERATORIA ECCO LA NUOVA VERSIONE ROBOT. PER INTERVENTI CHIRURGICI DI PRECISIONE A CASA SOLLIEVO

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Alla Casa Sol­lievo della Sofferenza è stata installata da qualche settimana anche l’ultima versione del robot chi­rurgico “da Vinci”, denominata “Xi”, la punta più avanzata della tecnologia miniinvasiva attual­mente in circolazione. A pochi giorni dal collaudo, la piattaforma robotica è stata già utilizzata per diversi interventi chirurgici mini-invasivi. Il “da Vinci Xi”, come i suoi predecessori, è composto principalmente da 3 componenti: la console chi­rurgica, il carrello paziente e il carrello visione. Il primo è la centrale operativa del robot ed è collocata all’esterno del campo sterile, a pochi metri dal paziente. Tramite due manipolari, de­stro e sinistro, e la pedaliera, il chirurgo comanda da remoto l’endoscopio e gli strumenti chirurgici introdotti nel corpo del paziente. Il campo ope­ratorio è visibile grazie ad un visore ad immer­sione che restituisce l’immagine anatomica tri­dimensionale e magnificata. Il carrello paziente è composto da quattro brac­cia teleguidate dal chirurgo che esegue l’inter­vento, assistito dal secondo operatore, al quale spetta il compito di inserire gli strumenti nel paziente e curarne il posizionamento. Posterior­mente al carrello, grazie ad un touchpad, si pro­cede a settare il posizionamento delle braccia in base alla parte anatomica che sarà interessata dall’intervento: bocca, collo, torace, cuore, ad­dominale superiore, addominale inferiore, rene e pelvi. L’intervento viene proiettato sul terzo com­ponente, il carrello visione, che ospita anche un elaboratore elettronico in grado di fondere im­magini diagnostiche precaricate da sovrapporre con la parte anatomica su cu intervenire.

Gli strumenti chirurgici del “da Vinci” – tra cui quelli per afferrare, recidere, demolire, aspirare, irrigare, suturare – sono denominanti EndoWrist, hanno un diametro di soli 8 mm e sono lunghi circa 60 cm. Grazie ad un componente meccanico che funge da polso, sono in grado di muoversi su 7 assi con una rotazione di quasi 360 gradi. «Installando anche la quarta generazione del robot chirurgico possiamo proseguire un percor­so innovativo che è iniziato nel febbraio del 2010, quando eravamo runico istituto ospedaliero del Centro Sud ad aver sviluppato una piattaforma robotica utilizzata da diverse unità operative – ha spiegato Antonio Cisternino, direttore dell’Unità di Urologia di Casa Sollievo della Sofferenza -. Investendo nella robotica chirurgica, in questi 11 anni, abbiamo incrementato le competenze di chi­rurghi, anestesisti, strumentisti e infermieri di sala operatoria fino a formare un gruppo in grado di diventare punto di riferimento nel territorio per le metodiche di chirurgia mini-invasiva, sem­pre più richieste dai pazienti. È fondamentale proseguire su questa strada poiché aumentano sempre di più le indicazioni ad intervenire chi­rurgicamente con il robot, per diverse patologie ed in diverse specialità. E poi perché, in un futuro non proprio lontano, quando la telemedicina avrà preso finalmente piede, con queste tecnologie e sistemi di connessione dati ad elevata capacità, potremmo persino eseguire interventi chirurgici col paziente a distanza di diversi chilometri».

«I vantaggi di questa tecnologia sono numerosi – sottolinea Marco Taurchini, direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Ospedale di S.Pio -. Con l’ausilio del robot il gesto chirurgico è più preciso: si elimina il tremolio fi­siologico della mano, si riduce il sanguinamento l’impatto estetico delle incisioni. Diminuisco: rischi di infezione post-operatoria, con tempi di degenza e recupero decisamente inferiori. Resta fondamentale la conoscenza anatomica, l’esperienza, la competenza e la manualità del chirurgo che si avvale della macchina. Per questo sarà importante proseguire sulla formazione dei chirurghi e degli operatori sanitari che lavorano team, per aumentare una casista già numerosa qualitativamente rilevante. Ad oggi il robot ‘ Vinci” viene utilizzato dalle Unità di Urologia Ginecologia, Chirurgia Addominale, Chirurgia Toracica e Otorino-Maximofacciale, ma esiste già manifestazioni di interesse da parte della Cardiochirurgia e della Chirurgia Senologica”


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