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MANFREDONIA/FERMO PESCA, AI SINDACATI NON VA LA PROROGA DI ALTRI 10 GIORNI

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Aumento delle gior­nate di fermo pesca e proroga dei termini per la presentazione delle istanze per le indennità di fermo pesca dell’anno 2020. Sono queste le motivazioni che hanno indotto i sindacati della pesca Fai, Flai e Uila pesca a ricorrere a ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali perché intervenga per correggere il de­creto che aumenta di altri dieci giorni il tempo di fermo pesca obbligatorio già decurtato di venti giorni l’anno scorso. Il segretario della Fai Cisl Pesca di Manfredonia, Alberto Gatta, ha espresso in una nota, «la forte preoccupazione per il decreto pubblicato dal ministero delle Po­litiche agricole alimentari e forestali che mette a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese e che avrà pesanti riper­cussioni occupazionali a causa della forte riduzione di giornate lavorative a dispo­sizione delle unità da pesca». «Una de­cisione sbagliata – afferma ancora l’espo­nente sindacale della Fai Cisl – frutto di un accanimento normativo senza eguali, che non trova giustificazioni e che nulla ha a che fare con il mantenimento degli stock

delle più importanti della Puglia, fanno altresì notare come il loro lavoro è con­sentito per soli quattro giorni alla set­timana, dal lunedì al giovedì a mezzogiorno. Altra lamentela delle associa­zioni di categoria riguar­da il differimento dei ter­mini per la presentazione delle istanze di indennità per il fermo biologico 2020. «È inaccettabile – rilevano in un comuni­cato – una tale disattenzione nei confronti del settore e un totale irrigidimento delle procedure che non prevedono alcuna for­ma di flessibilità nella presentazione queste istanze». Fai, Flai e Uila Pesca chiedono, quindi, ai tre ministeri competenti ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali – ministero Lavoro – ministero Economia e finanza, di intervenire subito con la pubblicazione di un decreto interministeriale che riapra la procedura, fissando un nuovo termine in modo da poter garantire a tutti i lavoratori l’accesso a questo sostegno al reddito previsto.

Michele Apollonio


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