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VIESTE/ VIAGGIO NEGLI ANNI DAL 1943 AL 2013. INIZIATIVE NUOVE (21)

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Da Radio Vieste alla TV Retegargano a Ondaradio

Nacque in quegli anni, e precisamente nel 1977, la prima radio cittadina, “Radio Vieste”, ad iniziativa di cinque persone: Mimì Lucatelli, Italo e Mario Ragno, Gianni Sollitto e Franco Spina, la prima nella provincia. Lo studio fu attrezzato in un appartamento all’ultimo piano del cosiddetto grattacielo, alla banchina. Con alcune idee e molto entusiasmo i promotori iniziarono l’attività, operando personalmente e chiamando alla collaborazione quanti ebbero idee e/o voglia di esprimersi. Nello stesso periodo funzionavano altre due emittenti: Radio Merinum di Michele Piracci e radio Gargano di Giosino Vieste. Ebbero una vita più limitata. Per tre anni Radio Vieste mandò in onda notiziari locali e regionali, incontri culturali, sketch divertenti in lingua e in dialetto, politica, aspetti vari della vita cittadina e musica, intrattenendo gli ascoltatori con la varietà dei suoi programmi fino a sera tardi. Fu un successo. Nel 1978, evolvendo con i tempi, si attrezzò anche in video col nome di “Radiotelevieste”, modificato poco tempo dopo, nel 1989, in “Retegargano”. Diventata televisione, la nostra emittente piacque, com’è naturale, ancor di più ai viestani, che la seguivano sempre con simpatia. Le trasmissioni maggiormente seguite furono quelle elettorali, sia alla radio e sia alla televisione: interviste ai candidati, dibattiti tra esponenti dei partiti, conversazioni dei candidati. Specialmente alle elezioni comunali.

Ai soci fondatori, dal 1979, un altro gruppo di persone di buona volontà seguì alla guida economica di Radio Vieste; era formato da Salvatore Vescera, Mario Turi, Giovanni Starace e Peppino Spina. La gestione fu affidata direttamente ai giovani che dal 1989, con la denominazione Retegargano, e con l’avvento della legge Mammì, si riunirono in cooperativa: ninì (Michele) delli Santi, Gianni Sollitto, Antonio Troia, Carmine Azzarone, Giuseppe Ricciardelli, Gaetano Simone e l’autore delle riprese televisive Mariano Delli Santi jr, i quali pensarono a fare i programmatori, i conduttori e tutto il resto. Collaborarono spesso alle trasmissioni in video e/o in redazione anche altre persone, chi saltuariamente e chi con maggiore frequenza. Tra i secondi, il prof. Raffaele Pennelli e Lucio Mura. Alla cooperativa diedero il loro contributo Mimì Spina Diana con Michele Di Marca, viestano d’adozione, operatore turistico di spicco alla guida del suo Hotel Pizzomunno, Raffaele D’Amato e Francesco Mongelluzzi, operatori turistici di Peschici.

Retegargano operò fino al 1996, poi, per difficoltà che non riuscì a superare, le sue telecamere si spensero. Ninì delli Santi e Antonio Troia rimasero però sulla breccia e dalle pagine del settimanale “Il Faro”, da loro fondato, hanno continuato a raccontare le vicende della nostra città. All’inizio del nuovo millennio, nel 2005, hanno dato vita anche ad un’emittente radiofonica col nome di “Ondaradio” che si avvale anche della moderna comunicazione globale via internet. Sul suo sito s’informano di Vieste circa 8.000 lettori.

Nel suo piccolo è un laboratorio che dà modo a chi ne ha voglia di interloquire sui tanti temi che l’attualità e la cultura propongono e, contestualmente, promuove l’importanza del bene pubblico e della solidarietà. E’ stato esemplare in tal senso il servizio di diretta continua compiuto nell’estate del 2007, quando vaste aree boscose tra Vieste e Peschici hanno subito l’oltraggio dell’incendio doloso.

La canzone Vieste sei bella

Mi pare quasi un dovere ricordare ancora, tra le cose dei primi anni di Radio Vieste, una creazione particolare, direi un fuori programma che, rispetto alle cose importanti dette prima, fa la figura del passerotto di fronte all’aquila. E’ la canzone Vieste sei bella. Nelle sere d’estate, a Vieste facevano intrattenimento per i turisti e per i paesani, un cantante, Bruno Castiglia, ed un pianista, Rico Garofalo, il primo avanti a un bar, il secondo a Pugnochiuso nell’hotel del Faro. Agli operatori di Radio Vieste venne l’idea di mettere insieme i due per una composizione volta a “cantare” – è proprio il caso di dire – musicalmente la nostra città. Così, dalla collaborazione dei due e la consulenza degli ideatori per il testo, nacque la canzone. Ha una gradevole linea melodica, arieggiante lo spirito popolare di Romagna mia e si sarebbe meritata una maggiore diffusione tra i viestani. Bruno Castiglia l’ebbe nel suo programma e la cantò tutte le sere finché venne a Vieste. Retegargano ne fece la sigla musicale d’un paio delle sue pregevoli videocassette a promozione turistica.

L’Azienda del Turismo

All’inizio del decennio, vista l’importanza turistica raggiunta dalla nostra città, venne qui istituita l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.

Queste Aziende operavano di supporto alla promozione dell’immagine dei luoghi e nello stesso tempo a rendere gradevole il soggiorno ai vacanzieri con iniziative di svago.

Nei poco più di vent’anni della sua vita, l’Azienda ha attuato numerose iniziative di successo nel campo dello spettacolo, talune riprese anche dalla televisione nazionale. Ne va dato merito a due suoi presidenti, Nicola Pastore il primo, Carlo Nobile il secondo e ultimo. Durante la presidenza del primo, tra le altre attività di spettacolo, ebbe notorietà televisiva e di stampa il pugilato. Con la collaborazione di un giornalista della Gazzetta dello Sport furono organizzati alcuni incontri per il titolo italiano di categoria, e anche uno per il titolo europeo, che si svolsero la sera nella Piazza del Fosso gremitissima di spettatori. Non si pagava il biglietto, Come non si pagava per nessun altro spettacolo all’aperto.

Durante la presidenza di Carlo Nobile, oltre agli spettacoli musicali di ottimo livello, per alcuni anni in Piazza del Fosso, poi nella Piazzetta Petrone e una volta, con il cantante americano Ray Charles al campo sportivo, ebbe rilevanza un festival del cinema di qualità, denominato Vieste filmfest. Di fatto una rassegna di nuovi film organizzata e diretta dal regista Ettore Scola. Le proiezioni ebbero luogo per parecchi anni, nella piazzetta Petrone del centro storico, sempre affollate di spettatori e la presenza di ospiti del mondo del cinema. Ora le dette Aziende per il turismo non ci sono più, soppresse da una legge poco ponderata. Peccato!

La torre di Porticello restaurata dall’editore Giorgio Fantoni

E’ una chicca culturale-architettonica con cui mi piace chiudere questa rassegna del decennio.

Breve storia. Per difendere i paesi della costa dalle scorrerie dei pirati e dei corsari quasi sempre saraceni, il Vicerè di Napoli, Pietro Toledo, fece riattivare e ampliare nel 1535 alcuni castelli, fra i quali quelli di Vieste e Manfredonia: Per di più fece costruire lungo il litorale del Regno 366 torri di vedetta “quadrate e salde”, di dimensioni diverse, in punti tali che ognuna era visibile dalla precedente e dalla successiva. In ciascuna torre prestavano servizio delle sentinelle. L’avvistamento di navigli pirati se lo segnalavano l’un l’altra per lanciare l’allarme e organizzare la difesa. Otto furono ubicate sulla marina di Vieste. Tra queste la torre di Porticello.

Col passare tempo, cessato il pericolo della pirateria, cessò quella funzione. Dopo l’Unità d’Italia, in parecchie di quelle torri, le più spaziose e rimaste in buono stato, vennero insediati presidi della Guardia di Finanza con il compito principale di sorvegliare la costa per impedire il contrabbando. Passano all’incirca cento anni e anche questa funzione viene meno. Negli anni ’60 lo Stato le sdemanializza e le vende all’asta. La torre di Porticello viene comprata da alcuni privati viestani che, come si vide, non avevano idee chiare su come utilizzarla. Una sola cosa fecero, aprendo un balcone al posto di una finestrella, con tanti saluti alla storia e all’ambiente.

Poi la svolta. Negli anni ’70, un signore veneziano colto e generoso, titolare della Casa Editrice “Electa” di Milano, Giorgio Fantoni, acquista la torre pagandola ben più di quanto poteva essere il suo valore, comunque lo si consideri, e non per impiantarvi un’attività economica, ma per abitarla nei giorni delle sue ferie e per ridarle il suo aspetto originario. Un’opera che comincia con la demolizione del balcone ed è compiuta, d’intesa con l’organo tecnico regionale, che adesso si chiama Sovrintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici e Culturali, con il suo restauro generale.

Con una punta d’orgoglio, Giorgio Fantoni in data 26 luglio 1979 comunicava al Sovrintendente Riccardo Mola la fine dei lavori e lo invitava a Vieste – difatti venne – alla presentazione della torre restaurata. E concludeva esprimendo il vivo desiderio, davvero inusuale, quasi incredibile da parte di un privato, di veder sottoposto un suo bene – la torre con l’area circostante – a “vincolo monumentale e paesaggistico”. Sia lode a lui.

26.07.1979

“Egregio Architetto, dopo la mia visita a Bari e la sua gentile dell’11 giugno sono lieto di informarla che il biennale lavoro – interno ed esterno – della Torre di Porticello è felicemente compiuto.

La perizia di vecchi maestri del tufo, del direttore dei lavori, l’affettuosa assistenza dell’autorità comunale e (- senza falsi pudori – ) la mia passione, ci hanno permesso di restituire alla Torre un parametro murario di ‘macera’ che ridona alla Torre la sua antica e smarrita immagine.

Sarò lieto di presentargliela assieme al sindaco e ad alcuni amici che inviteremo per l’occasione.

Vuole fissare Lei la data?

Le sarò grato se mi farà conoscere qualche novità sull’iter del vincolo monumentale e paesaggistico al quale tengo tanto.

La ringrazio per la sua gentilezza e Le riconfermo la mia disponibilità a collaborare a qualsiasi iniziativa culturale che Lei promuoverà per il Gargano.

A presto, Suo Giorgio Fantoni

21 – (continua)

Ludovico Ragno

Il Faro settimanale


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