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ABBATTIMENTO PINI A VIESTE: LA POSIZIONE DI ITALIA NOSTRA

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Riceviamo e pubblichiamo

 Nella giornata di ieri 29 marzo sono ripresi i lavori di abbattimento di alcuni pini d’Aleppo in Piazzale Aldo Moro e così come dopo l’intervento di riqualificazione di Piazzale Paolo VI, sono riprese anche le critiche all’amministrazione comunale e alla nostra associazione.

Stanchi di essere tirati in ballo, ogni volta che fa comodo, da qualche presunto ecologista dell’ultim’ora, vorremmo chiarire la nostra posizione.

Lo scenario che si presentava all’interno del piazzale Paolo VI e attualmente in altre vie della nostra città, era a dir poco desolante, dove si notavano alberi affogare nel cemento e nel manto stradale, marciapiedi divelti e manto stradale fortemente compromesso, lontani da qualsiasi regola del buon costruire.

Qualcuno si è spinto a parlare di alberi secolari, ma si tratta di alberi piantati sul finire degli anni ’80. Eppure bastava e basta sfogliare un qualunque manuale di botanica per comprendere che le radici di tale arbusto spaccano i marciapiedi, inibendo il transito a pedoni e diversamente abili con carrozzella, costretti a procedere su strada anziché sul marciapiede. A questo si aggiunga la deformazione (causa radici) di alcuni tratti del manto stradale che si trasforma in una pericolosa trappola soprattutto per ciclisti e motociclisti. Per non parlare degli aghi di pino che rendono scivolosa la superficie.

Secondo Italia Nostra sez. di Vieste ad una scelta sbagliata può seguire un atto di riconversione e normalizzazione sia del piazzale che delle vie interessate all’abbattimento, attraverso il posizionamento di una diversa specie di arbusto, più adatto al contesto urbano, che tra qualche anno possa ridonare fascino e zone d’ombra senza compromettere l’incolumità delle persone. E’ una correzione, impopolare probabilmente, a nostro avviso giusta perché seguita da nuova piantumazione.

Quanto vale la sicurezza stradale? Quanto valgono i diritti dei disabili nel merito della questione? Perché criticare senza mettersi nei panni di altri cittadini che hanno altrettanti diritti? Vale più la presunzione di chi afferma essere ambientalista o la sicurezza delle persone?

Ci rendiamo conto che tali lavori saranno costosi e creeranno molti disagi. Ma, francamente, tra il non fare niente o discutere di improbabili progetti alternativi (costosi e non risolutivi) meglio prendere una decisione chiara, dettata dal buon senso.

Il nostro auspicio è che le vie interessate all’abbattimento e il piazzale Paolo VI vengano messi in sicurezza e piantate nuove essenze arboree ma che soprattutto il Comune di Vieste si doti immediatamente di un Piano del Verde che tenda a riqualificare tutta la città.

Saremo attenti e vigileremo affinchè vengano degnamente sostituite le piante abbattute e rispettate le regole della ripiantumazione: distanza d’impianto, sviluppo delle chiome e delle radici ed attivata immediatamente la formazione permanente del personale addetto alle potature e alla manutenzione del verde pubblico.

Anche Papa Francesco nell’Enciclica sulla cura della casa comune, “Laudato si'”, afferma che non possiamo difendere la terra in una logica in cui l’essere umano debba scomparire per fare posto alla natura.

Auspichiamo, infine, una maggiore collaborazione tra l’ente comunale e le varie associazioni operanti sul territorio al fine di concertare scelte che riguardano il bene collettivo, sia esso storico, che culturale, paesaggistico od ambientale.

Direttivo Italia Nostra sez. Vieste


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