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COLDIRETTI: “MEGLIO BRUCIARE LE STOPPIE CHE UTILIZZARE PRODOTTI CHIMICI. ANCHE NELL’AREA PARCO DEL GARGANO”

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Ci sono anche i suoli all’interno del Parco nazionale del Gargano nel censimento dei danni da incendio di stoppie condotto dalla Coldiretti. Nell’area protetta in­fatti c’è un incremento dei danni alle colture e alle produzioni a causa di patogeni e fitofagi, contrastabili con l’abbruciamento delle stop­pie.

Coldiretti, a tal proposito, sostiene l’emendamento proposto dal consigliere re­gionale Francesco Ventola che interviene sulla norma regionale in materia di in­cendi boschivi e autorizza, con prescrizioni e autorizza­zioni preventive, la brucia­tura di stoppie nelle aree protette e nei parchi. «Final­mente è stato affrontato in via definitiva sul territorio regionale nelle aree protette e nell’area Natura 2000 il delicato tema della bruciatura dei residui di po­tatura e delle stoppie, metodo di lotta agro­nomica effettivamente valido che consente al contempo di ridurre ed eliminare l’uso di an­tiparassitari chimici, di accertata nulla utilità. Finora l’impossibilità di ricorrere alla bru­ciatura delle stoppie in quelle aree ha mol­tiplicato le erbe infestanti, rendendo mutile il ricorso al diserbo e a qualunque intervento fungicida, che comunque va ridotto ai minimi per tutelare l’ambiente», dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia che aggiunge: «La tecnica della bruciatura delle stoppie non solo non toghe fertilità al terreno, come di­mostrato da numerose pubblicazioni scienti­fiche, non compromette la presenza della fauna selvatica e risulta pressoché indispensabile alla preparazione dei terreni e a garantire la mo­nosuccessione dei cereali in tali aree».


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