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Tra il 2021 e il 2025 i settori privati e pubblici potrebbero esprimere un fab­bisogno compreso tra 3,5 e 3,9 milioni di lavoratori, di cui 2,6 milioni per necessità di sostituzione del personale ora al La­voro e 900mila-l,3 milioni di unità per la crescita dello stock occupazionale dovuta all’espansione economica, a seconda del­lo scenario di riferimento. A stabilirlo è l’indagine Excelsior di Unioncamere con Anpal che ha anche sostenuto che la mac­china amministrativa avrà bisogno di oltre 740mila più di 690mila dei quali per il naturale turnover dei dipendenti.

 In­tanto lunedì 3 maggio partono i concorsi pubblici. In totale saranno offerti 125mila posti di lavoro, in tutti i settori della pubblica amministrazione. I concorsi si svolgeranno con una sola prova scritta e una orale, con modalità decentrate. Que­sto significa che in ogni regione sarà allestita una sede per l’organizzazione delle prove, in modo da evitare sposta­menti fra una regione e l’altra. Sono pre­viste, inoltre, modalità ulteriormente semplificate, con una prova orale facol­tativa per i concorsi relativi al periodo dell’emergenza sanitaria. Le commissio­ni, poi, potranno suddividersi in sottocommissioni.

Dal 30 settembre 2021 sarà possibile richiedere la voltura della fornitura elet­trica, cioè il cambio di nominativo del­l’intestatario del contratto, e contestual­mente cambiare il fornitore con un’unica richiesta. Una sola modalità di presen­tazione della domanda, sia nel caso venga rivolta al venditore preesistente per la sola voltura, sia nel caso venga presen­tata ad un nuovo venditore per effettuare contemporaneamente voltura e swit- ching. È quanto ha previsto l’Arera, l’au­torità per l’energia per stimolare la con­correnza e semplificare le pratiche dei clienti. Oggi, infatti, se chi fa la voltura, vuole cambiare il fornitore del cliente uscente, deve prima fare la stessa vol­tura, attendere che sia andata a buon fine e, solo successivamente, potrà cambiare fornitore dovendo, quindi, fare due di­stinte pratiche. Una volta richiesta la vol­tura, il cliente riceverà l’accettazione o il rifiuto entro tre giorni lavorativi. In caso di accettazione, il venditore sarà tenuto a effettuare la voltura entro 5 giorni dalla richiesta; in caso di rifiuto, il cliente resta libero di rivolgersi ad altro venditore del mercato libero, all’esercente il servizio a tutele graduali oppure all’esercente il ser­vizio di ultima istanza.

Annullamento dei debiti di importo «residuo» fino a 5 mila euro, comprensivi di interessi da ritardata iscrizione a ruo­lo e sanzioni, derivanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. È quan­to stabilito dal decreto ristori. A usufruirne saranno le persone fisiche e i soggetti diversi dalle persone fisiche che,

nell’anno di imposta 2019 o nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, hanno conseguito redditi imponibili fino a 30 mila euro. Rientrano tra le cartelle annullate anche quelle per le quali si è eventualmente aderito alla rottamazione-ter. Sono invece escluse le somme do­vute per il recupero di aiuti di Stato, i crediti derivanti da pronunce di condan­na della Corte dei Conti e le multe o sanzioni derivanti da sentenze penali di condanna. Fissata inoltre al 30 aprile 2021 la scadenza dei versamenti derivanti dal­le cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché degli av­visi esecutivi previsti dalla legge e re­lativi alle entrate tributarie. Sono dun­que sospesi i termini dei versamenti sca­duti nel periodo 8 marzo 2020 – 30 aprile 2021 delle cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e avvisi di addebito degli agenti della riscossione, il cui pagamento dovrà avvenire entro la fine del mese successivo, ossia il 31 maggio 2021.

Si dovranno aspettare ancora tre mesi per il documento unico di circolazione. L’entrata in vigore della carta per la cir­colazione dei veicoli iscritti al Pubblico registro automobilistico (Pra) è riman­data dal 31 marzo al 30 giugno 2021. A stabilirlo un decreto legge. Il cambia­mento riguarderà milioni di automobi­listi. Dal 31 marzo 2021, invece, in caso di smarrimento, furto, deterioramento di­struzione della carta o del CdP non sarà più rilasciato il relativo duplicato ma verrà emesso il nuovo DU. circolazione.

Chi sta usufruendo del bonus 110% per rinnovare l’efficienza energetica dell’abitazione o chi fa ricorso alle agevolazioni fiscali per la ristrut­turazione della casa deve conservare fino al 31 dicembre del 2036 le fatture, le ri­cevute dei bonifici e gli altri documenti relativi alle detrazioni ordinarie. Se in­vece chi utilizza il superbonus del 110% o il sismabonus – che si recuperano in cinque anni – si devono conservare fatture e ricevute fino al 2031. Lo ha stabilito la Cassazione ribadendo che l’Agenzia delle Entrate può intervenire ed effettuare controlli fino al quinto anno successivo alla dichiarazione dell’ultima rata del bo­nus. Di qui la necessità di conservare la documentazione nei termini indicati.

Il Garante per la Privacy ha vietato foto e video di persone in manette. Per l’Au­torità ledono la dignità delle persone e chi lo fa deve essere sanzionato. Un ammo­nimento indirizzato ai media: serve fare attenzione alla pubblicazione di imma­gini con dettagli non essenziali. Non ba­sta pixelare le manette ai polsi di un fermato se il soggetto ripreso risulta iden­tificabile, la tutela della persona deve essere effettiva.

I collaboratori sportivi riceveranno il paga­mento dell’indennità complessiva fino a 3600 euro per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2021 automaticamente, senza cioè dover presentare il nuovo bonus covid sport in caso di dichiarazioni non ve­ritiere, l’incriminazione per indebita percezione di contributi pubblici, la re­clusione da sei mesi a quattro anni e se la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a 3.999,96 euro una sanzione amministrativa da 5.164 a 25.822 euro.

L’associazione Codici annuncia bat­taglia sul modulo di consenso alla vac­cinazione Covid-19. Il documento, secon­do l’associazione fa riferimento a una serie di informazioni che devono essere fomite al cittadino per metterlo nelle con­dizioni di dare il consenso in piena con­sapevolezza e con un quadro chiaro. Par­lare dei benefici e dei rischi della vac­cinazione, delle modalità e delle alternative terapeutiche, delle conseguenze di un eventuale rifiuto o di una rinuncia al completamento della vaccinazione con la seconda dose, se prevista, non fanno par­te del modulo che viene consegnato e che deve essere firmato, ma sono contenute in un allegato che non si sa se viene effettivamente consegnato. È un fatto grave, che rende il consenso non valido. L’assenso, sostiene Codici, deve essere preceduto da un’informativa adeguata su caratteristiche, rischi e finalità dell’in­tervento, in questo caso la vaccinazione. Il consenso informato è un diritto della persona, non è un optional e non può essere trattato con superficialità e se si pensa al caso AstraZeneca un ricorso al Tar per tutelare i diritti dei cittadini è più che giustificato.


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