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Turismo – ITALIA ALLA RINCORSA DEL RESTO D’EUROPA

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IL PROLUNGAMENTO DELLA QUARANTENA PER I VIAGGI NELL’UE FINO AL 30 APRILE INCIDE SULLA RIPRESA DI INCOMING E OUTGOING E REGALA UN VANTAGGIO AI NOSTRI COMPETITOR ————

Forse non è ancora troppo tardi, ma questa è sicuramente l’ultima occasione per salire su un treno che sta iniziando a correre: l’estate è alle porte e il prolungamento – almeno fino al 30 aprile – della quarantena di 5 giorni imposta dal ministro della Salute Roberto Speranza ai viaggi nell’Unione europea ha inferto l’ennesimo colpo a un settore già in gravissima difficoltà.
È vero, la curva pandemica non è ancora sotto controllo, le terapie intensive degli ospedali sono purtroppo in affanno e il piano vaccinale procede a tratti a rilento, ma la posizione di chiusura adottata dal nostro Governo rischia di vanificare gli sforzi degli addetti del settore turismo che, al contrario dei loro vicini europei, non hanno ancora una road map che regoli la ripartenza.
E non bastano le rassicurazioni del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, che garantisce che “nel giro di qualche giorno saremo in grado di dare date certe perché è fondamentale; ogni giorno che passa perdiamo potenziali clienti”.

Misura inaspettata
L’amarezza nei confronti di un provvedimento nuovo – anche nel periodo più critico della pandemia si poteva circolare nell’Unione europea senza dover sottostare alla quarantena al rientro in patria – e inaspettato trapela dalle parole del presidente di Astoi Confindustria Viaggi, Pier Ezhaya, il quale sottolinea come la quarantena di cinque giorni abbia funzionato “da potente dissuasore, generando inevitabili disdette” delle prenotazioni da parte di chi non si può permettere di prendere una settimana di permesso in più per sottostare agli obblighi sanitari.
La polemica sugli spostamenti degli italiani in Europa è in verità un ‘non problema’, almeno nelle parole di Ezhaya, che sottolinea la necessità di “agire tutti nella stessa direzione. Si poteva scegliere un polo turistico in Italia, tra Sicilia e Sardegna per logiche di clima, e fare come hanno fatto gli spagnoli aprendo al turismo straniero nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza”.
Già, gli spagnoli. Come i greci, si sono mossi per tempo e hanno creato aree sicure dove ospitare i turisti. In Spagna porte aperte alle Canarie, che per il periodo pasquale hanno ad esempio ricevuto circa 130 voli provenienti dalla Germania. Ma porte aperte anche alle Baleari o in Grecia che, dopo aver intrapreso con successo la politica vaccinale che ha creato isole Covid free, riaprirà i propri confini al turismo internazionale già a partire dal 14 maggio.

In panchina
La sfida è adesso e l’Italia è in panchina. “I giochi, ovvero le prenotazioni, si stanno facendo ora – tuona Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi -. E se il buongiorno si vede dal mattino, il Belpaese parte in netto ritardo in una partita in cui i nostri tradizionali rivali – Grecia e Spagna su tutti – stanno già giocando”.
Non è pensabile aspettare metà giugno per il Green pass europeo mentre gli altri Stati stringono accordi bilaterali e riaprono le frontiere al turismo straniero: “Il 14 giugno sarà troppo tardi” aggiunge Bocca; si dovrebbe anticipare oggi una timeline delle riaperture, come ad esempio avvenuto in Gran Bretagna, in modo tale che chi sta prenotando per l’estate si possa organizzare.
Intanto i turisti stranieri si rivolgono ai nostri competitor mediterranei e si parla non solo di francesi, inglesi o tedeschi, ma anche degli americani, che stanno prenotando in massa strutture sulle isole greche.
“I colleghi greci ci hanno confermato di aver ricevuto una valanga di prenotazioni anticipate – evidenzia Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria -. Perché l’Italia non sta facendo come Spagna o Grecia? Perché mentre si aspetta il passaporto vaccinale non si aprono accordi bilaterali con i Paesi extra Ue e non si dà il via libera almeno agli italiani già vaccinati?”.
L’apertura dei corridoi turistici servirebbe fra l’altro, secondo Ezhaya, a bilanciare i prezzi. “In questo momento la domanda è superiore all’offerta – sostiene – e più teniamo chiusi i corridoi del turismo, più i prezzi salgono”.

Isabella Cattoni (TTG Italia)


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