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VIA LIBERA AL PROGETTO SUL PORTO DI MANFREDONIA. PEMONTESE: “UN GRANDE INVESTIMENTO”

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Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso parere favorevole con prescrizioni al progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione del Porto Alti Fondali di Manfredonia. “Un via libera molto incoraggiante per le strategie dell’intera Puglia che, con il ripristino di un’infrastruttura che, nel 1970, era considerata tra le migliori in Europa, riconquisterebbe una dotazione decisiva per la logistica integrata tra mare e terra”, ha detto il vicepresidente della Regione Puglia e assessore alla Programmazione unitaria e alle Infrastrutture, Raffaele Piemontese, commentando gli esiti dell’adunanza in cui, stamattina, sono stati discussi gli ultimi elementi tecnici di un intervento incluso tra i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza che attiva le risorse del Recovery Plan.

Il progetto di fattibilità tecnico-economica, come il Nuovo Codice degli Appalti ridefinisce l’ex progetto preliminare, stima in 120 milioni di euro le risorse necessarie per la profonda riqualificazione necessaria a un’infrastruttura che si snoda nel Golfo Manfredonia per due chilometri e si articola in cinque banchine.

“Insieme al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e al presidente del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Foggia, Agostino De Paolis, stiamo lavorando con pragmatismo e attenzione a un potenziale che è tornato a manifestarsi promettente proprio durante l’esplosione, l’anno scorso, dell’emergenza COVID-19, che ha generato più traffico sui porti minori”, spiega il vicepresidente della Regione Puglia, sottolineando “quale rilievo anche simbolico abbia il porto industriale di Manfredonia nella storia economica della provincia di Foggia il cui sistema istituzionale e economico-sociale, non a caso, lo ha costantemente indicato tra gli obiettivi di sviluppo definendolo ‘porto della Capitanata’; oggi abbiamo gettato le fondamenta perché recuperi un ruolo forte nell’Adriatico”.


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