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SOLDI PER PROVVEDIMENTI IN FAVORE DEI BOSS: SCOPERTO ACCORDO TRA MAGISTRATO E AVVOCATO (2)

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Eseguita un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe De Benedictis, magistrato presso ufficio gip Bari e Giancarlo Chiariello, avvocato del Foro di Bari.

Nel corso dell’attività captativa sono state registrate conversazioni in cui De Benedictis e  Chiariello discutono sulle strategie più idonee affinché il giudice possa motivare i provvedimenti più favorevoli ai clienti dell’avvocato, contano il denaro poi consegnato al De Benedictis, ovvero discutono sugli  importi da imputare alla corruzione (ciò tanto all’interno dell’ufficio del gip tanto all’interno dell’ascensore del palazzo dove il Chiariello abita, presso i quali gli indagati si sono ripetutamente incontrati e sono stati ripresi, con contestuale registrazione delle conversazioni, dalle telecamere nei pressi installate).

Il lavoro dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari delegati alle indagini, ha consentito di acclarare che, nella giornata del 9 aprile scorso, a seguito di appuntamento fissato con modalità criptiche da collaboratori dello studio Chiariello, così come avvenuto in altre occasioni, il De Benedictis si sarebbe recato presso l’abitazione del legale per riscuotere il prezzo della corruzione dovuto per la concessione degli arresti domiciliari in favore di un soggetto attinto da precedente ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere per il reato 416 bis e successivamente collocato agli arresti domiciliari.

I militari, quindi, hanno osservato il De Benedictis incontrarsi con il Chiariello, salire presso l’attiguo studio legale dello stesso alle ore 8 del mattino, per poi discendere dopo qualche minuto con materiale cartaceo nelle mani e quindi, senza mai essere perso di vista dagli stessi carabinieri, salire sull’auto e recarsi in ufficio. Qui giunto il magistrato, ripreso dalle telecamere, ha tirato fuori una busta piena di banconote dal giubbotto per riporla nelle tasche dei pantaloni. A questo punto i carabinieri sono intervenuti procedendo a perquisizione e sequestrando la somma in contante di circa 6.000 euro. Nell’immediatezza dei fatti De Benedictis ha rilasciato a verbale dichiarazioni spontanee con le quali ammetteva di avere ricevuto poco prima dal Chiariello la somma in questione “per il disturbo” e di volersi dimettere dalla magistratura per la vergogna.

La perquisizione è stata quindi estesa presso l’abitazione del magistrato dove, occultate in alcune prese per derivazioni elettriche, sono state sequestrate numerose “mazzette” di denaro per importi variabili tra 2.000 e 16.000 € per un totale di circa 60.000 €, da imputare, in base all’interpretazione degli elementi di prova acquisiti, alla descritta attività corruttiva. Sono inoltre stati raccolti elementi tali da ipotizzare che altri indagati siano coinvolti, oltre che in condotte corruttive,  anche in fatti di rivelazione di segreti d’ufficio per avere acquisito e divulgato, illecitamente, notizie custodite in banche dati riservati e, relative a dichiarazioni di collaboratori di giustizia ancora segrete.


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