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FOGGIA/ AEROPORTO E NUOVA STAZIONE IL BINARIO PER RFI NON ESISTE

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La nuova stazione ferroviaria che nascerà nell’area di San Lorenzo in Carmignano non sarà collegata con l’aeroporto Gino Lisa che dista appena 3,4 chilometri. Rfi «non prevede» un nuovo binario di collegamento, ha detto ieri Luigi Augelli presidente del comitato “Un baffo per Foggia” al dibattito promosso da Confindustria. L’annuncio del vicepresidente regionale Piemontese: «Sì al volo Foggia-Milano».

Aeroporto, porto e stazione ferroviaria, se ne parla da quarant’anni del loro sviluppo. Ma ogni volta che si tocca l’argomento è come se si dovesse ripartire d’accapo con uno scalo aeroportuale ancora fermo e una pista appena allungata, una stazione ferroviaria che dovrà essere rafforzata su una seconda direttrice, un porto a metà strada fra la consacrazione e il declino.

Confindustria ha aperto un focus sull’argomento, centrato sulle ragioni dei due comitati che in questi ultimi anni hanno fornito un impulso sui due temi: Vola Gino Lisa per l’aeroporto e “Un baffo per Foggia”. E’ nato anche un gruppo di lavoro, denominato “Vola Freccia” appunto con lo scopo di far interagire i due assi di collegamento. Il presidente di Vola Gino Lisa, Sergio Venturino, non si accontenta però della pista e guarda oltre: «Il Gino Lisa può svolgere un ruolo anche nel trasporto merci, non fermiamoci all’oggi ma con lo studio ipotizziamo l’allungamento dell’attuale pista fino a 2900 metri».

Luigi Augelli presidente del comitato “Un baffo per Foggia” (l’idea del nome fu data dal by-pass costruito da Rfi a sud per i treni merci che oggi di fatto taglia la città dai alcuni collegamenti passeggeri), pone invece un problema più urgente: «Il progetto della seconda stazione è pronto, i finanziamenti pure (23 milioni: ndr), ma Rfi prevede nell’area di San Lorenzo in Carmignano Foggia appena una pensilina e due soli binari, in pratica quelli che già ci sono. Noi invece chiediamo una stazione vera e cinque binari: due dei quali dedicati alla sosta dei treni merci, per non escludere la Capitanata da un mercato intercontinentale che altrimenti transiterebbe da queste parti senza potersi fermare e un altro binario che colleghi la nuova stazione al nuovo Gino Lisa per una distanza di appena 3,4 chilometri».

La questione va affrontata a livello politico, la Confindustria presieduta da Giancarlo Di Mauro si propone come un interlocutore in grado di mettere insieme allo stesso tavolo società civile e mondo delle istituzioni. Per il vicepresidente della Regione, Raffaele Piemontese, «occorre essere realisti» e ce l’ha soprattutto con i sostenitori del Gino Lisa.

«La Regione ha riattivato uno scalo già morto, da luglio l’aeroporto di Foggia avrà finalmente tutte le autorizzazioni per ripartire. Ora dunque dobbiamo metter dentro gli aerei. Intempestivo – a parere di Piemontese – parlare di ulteriore allungamento della pista quando deve essere messa ancora in esercizio quella appena ultimata, Foggia – ricorda il vicepresidente della Regione – ha perso l’aereo nel 2002 quando i soldi per fare la nuova pista furono dirottati a Grottaglie (il raddoppio dell’ex stabilimento Alenia, giunta Fitto: ndr)».

La traccia per ripartire comunque sembra già delineata: «Oggi dobbiamo far ripartire l’aeroporto con il Foggia-Milano, pensiamo a mettere su quell’aereo almeno 100 passeggeri poi si vedrà». Con i primi voli (Aeroporti di Puglia punta anche sul mercato dei charter, ma non si parla di low cost) al Gino Lisa si stabilizzerà anche la nuova centrale della protezione civile cui farà capo «la centrale operativa con il numero unico del 112 per le chiamate di emergenza, oltre a una base per la formazione di piloti e meccanici».


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