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Succede che…

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(Racconto di un malanno e di Angeli ai tempi del Covid)

Succede che esplode una pandemia e che tremano i polsi ad un mondo intero;

Succede che vivi in un paese dove i nervi (e i lettini degli psicanalisti) scoppiano perché è negato l’happy hour e la prenotazione al Ristorante e che giammai la notte è fatta per dormire e per ritemprare mens sana in corpore sano;

Succede che accendi la Tv e ne trovi di narcisisti ad ogni zapping, intenti più a confonderti che a chiarire le idee;

Succede che scorrono immagini di ospedali e pronto soccorsi oberati da un “diktat”: Virus e basta! e che se ti ammali di qualcos’altro conviene affidarsi alla cabala del posto letto con la mediazione del “Santo in Paradiso”;

Succede che ti accorgi per caso di un malessere serio, di quelli che ti fanno rischiare la vita e che sei nella categoria degli scampati al Coronavirus e  “malati seri di qualcos’altro” ;

Succede che hai paura perché con il malanno di serie A tutto congiura per un trattamento da Serie B sull’ assurdo che “adesso stanno in fila anche quelli che hanno un tumore!”

Succede che si fa buio dentro di te e tra i tuoi familiari;

Succede che all’Ospedale ci arrivi lo stesso, perché il fatto è serio;

Succede che oltrepassi indenne il tunnel dopo un intervento fatidico;

Succede che scoprì il volto di Angeli in quelli specialisti che mai dimenticano che la loro missione è salvare vite senza se e senza ma, nell’evangelico tempo ordinario, così come nel tempo della pandemia;

Succede che a dispetto di quello che dicono i media, loro sono quelli che giammai scorgeresti sulla passerella mediatica, nel blob dei psuedoottimisti e dei pseudopessimisti; sono quelli che non mollano la presa, che mai dimenticano, dico mai, il Giuramento di Ippocrate; che virus o non virus  ti curano come un figlio o un familiare, mostrandoti in terra il modello platonico di “sanità dal volto umano”;

Succede che in quella clinica, in quello spazio di cura non passi per un numero, non ti calcolano l’area del tuo esistere sulla base x altezza della cartella clinica; non sei un anonimo: sei un essere umano da curare in tutta la sua dignità.

Succede che grazie alla mano e al cuore di quei dottori e di quel dottore la spunti, torni a riveder le stelle e sei grato di vivere in un paese dove in corsia c’è, eccome!, un esercito, formato da tanti “soldato ideale”.

Grazie Massimo Gagliardi: il Tuo cuore, il mio destino!

ninì delli Santi


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