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RISTORANTI, PIU’ DI 4 A TAVOLA MA RESTRIZIONI ALLE CERIMONIE. SERVIRA’ IL CERTIFICATO DI VACCINAZIONE PER LE FESTE DI MATRIMONIO. PER LE SPIAGGE, VA GARANTITA UNA SUPERFICIE DI 10 METRI QUADRI PER OGNI OMBRELLONE

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Il numero degli italiani vaccinati cresce di giorno in giorno e presto potranno essere superati sia le misure restrittive sia i protocolli che regolamentano da oltre un anno e mezzo le attività di bar, ristoranti, cinema, palestre e piscine. Con i dati in costante mi­glioramento – 3.300 casi, i ricoveri in terapia intensiva che si apprestano a scendere sotto i mille e le vittime che per la terza volta nel 2021 scendono sotto le cento in 24 ore (sono 83) – e la riapertura martedì dei ristoranti al chiuso in tutta Italia, l’auspicio è messo nero su bianco nelle li­nee guida delle Regioni con le quali vengono introdotte alcune modifiche ai protocolli fino ad oggi in vigore: non ci sarà più il limite di massimo 4 persone al tavolo al ristorante e si potrà usu­fruire delle docce nelle piscine termali e nei centri benessere.

Non cambia nulla, invece, per le feste relative a matrimoni, bat­tesimi, cresime e comunioni: sia che la ce­rimonia si svolga in area bianca, sia – dal 15 giugno – che si celebri in zona gialla, i par­tecipanti dovranno avere il green pass, vale a dire il certificato di vaccinazione, di avvenuta guarigione o un tampone con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti la parteci­pazione all’evento previsto dal decreto del 18 maggio. La precisazione è arrivata in una nota della Conferenza delle Regioni e del ministero della Salute dopo che fonti degli enti locali avevano sostenuto che non fosse necessario. «Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso – scrivono Regioni e ministero – devono svolgersi nel rispetto di protocolli e linee guida» previsti dal decreto legge 33 del 2020 e «con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle cer­tificazioni verdi di cui all’arti­colo 9» del decreto del 18 maggio «anche in zona bianca». L’unica novità, dunque, sta nel fatto che da domani si potrà tornare alle feste di matrimonio in Friuli Venezia Giulia, Molise e Sar­degna, le uniche tre regioni che passeranno in zona bianca, mentre nelle altre regioni biso­gnerà aspettare l’entrata in que­sta fascia (il 7 o il 14 giugno) oppure il 15 giugno, data in cui è prevista dal decreto la riparten­za dell’intero settore. Le linee guida riviste dai tecnici delle Re­gioni con il Comitato tecnico scientifico ri­badiscono una serie di restrizioni e indica­zioni di carattere generale che valgono per tutti i settori. Deve inoltre essere definito il «numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio, ai ricambi d’aria e alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e usci­ta» ed è necessario mantenere l’elenco dei pre­senti ad ogni singolo evento per 14 giorni. In locali, cinema, teatri, piscine e palestre ma anche a fiere, convegni e congressi è racco­mandato di rilevare la temperatura corporea, è previsto che siano messi a disposizione degli ospiti dei prodotti per l’igienizzazione delle mani, che vengano areati il più possibili i locali e che vengano privilegiati gli spazi esterni. Per le spiagge, va garantita una superficie di 10 metri quadri per ogni ombrellone e sono con­sentiti surf, windsurf, kitesurf e racchettoni mentre restano vietate tutte quelle attività «ludico-sportive che possono dar luogo ad as­sembramenti».               


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