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LIBRO POSSIBILE LA SFIDA DI UN DOPPIO FESTIVAL. I PRIMI NOMI DI POLIGNANO. A VIESTE UN FOCUS LEGALITA’

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Può un festival contribuire alla lotta alla legalità? È .la sfida che si pone anche quest’anno «Il Li­bro Possibile», che toma e ce­lebra i suoi primi ventanni con una gran­de novità: raddoppia le sue serate, che saranno quattro a Polignano a Mare (7, 8, 9 e 10 luglio) e quattro a Vieste, (22, 23 e il 29, 30 luglio).

Tanti autori nelle piazze, nomi notis­simi, tra cui alcuni «big» internazionali di cui si vocifera ma sono ancora top secret e alcuni già resi noti, come Carlo Cottarelli, Erri de Luca, Diego De Silva; oltre ai pugliesi ormai celebri Gianrico Carofiglio, Mario Desiati, Gabriella Genisi e Nicola Lagioia. E non solo: ci sarà il pugile-pittore Omar Hassan e ci saranno Annarita Briganti, Aldo Cazzullo, Marina Di Guardo, Rula Jebreal, Guido Romeo, Manuela Grigliò. Oltre a Mario Tozzi con Enzo Favata, Marco Travaglio, Ferruccio de Bortoli, Mario Calabresi, Antonio Ca­labro, Myrta Merlino, Alessandro Saliusti e tanti altri.

A Vieste, il focus sarà sulla legalità e la direttrice artistica del Libro Possibile Ro­sella Santoro sta ultimando il program­ma, stringendo gli accordi e organizzando le non-stop che legheranno due eccellenze dell’Adriatico. Per ora, si riesce a sapere soltanto che ci saranno il magistrato Ro­berto Scarpinato, il giornalista Lirio Ab­bate e Marco D’Amore, il noto Ciro della serie Gomorra, poi divenuto a sua volta regista.

«Ma il cielo è sempre più blu…», tema dato a questa edizione del Festival, è – sottolinea Santoro – anche «un tema di speranza, perché il blu sarà libero dalle ombre create dai luoghi comuni e dai pregiudizi sul nostro territorio». Cosa che sta a cuore al sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, il quale tiene a precisare come «la nostra città sia stata sempre sottou­tilizzata» e che il ritorno sul territorio «è importante non solo per il turismo, dato che i nostri dati sono già importanti e più che soddisfacenti, ma anche e soprattutto per quanto riguarda proprio il ritorno culturale».

Stimolare, educare, promuovere cultura e legalità, insieme alle ricadute turistiche.

È questo il senso del Festival anche a Vieste. Lo spiega l’assessore Graziamaria Starace, che al Comune di Vieste si oc­cupa sì di cultura, ma anche di politiche sociali, diversabilità, terza età, usi civici e pari opportunità: non solo deleghe ma veri e propri campi di azione, idee che il

Comune affacciato sull’isola di Sant’Eu­femia e il suo meraviglioso faro, intende portare avanti per risanare la città. «Sia­mo stati eletti nel 2016 e abbiamo voluto dare un senso di discontinuità – dice Starace – la politica non può disinteres­sarsi del territorio e anche se siamo la prima meta turistica e facciamo grandi numeri, abbiamo pensato di abbinare la delega alla cultura con quella all’istru­zione e ai temi sociali. Ci stiamo lavo­rando da tempo, cercando di promuovere eventi culturali interamente a spese del Comune».

«Galeotto» per l’incontro con il Libro Possibile fu Max Gazzè, o meglio il fa­scino di quel concerto e di quell’arrivo in Puglia che ha avvicinato Rosella Santoro agli amministratori di Vieste. Da lì – sottolinea l’assessore – è nata la colla­borazione con Rosella Santoro, «che da tempo corteggiavamo con l’intento di far parte del suo progetto, diventato ormai un brand». E così: gli incontri con la presidente Laura Boldrini e con Galimberti; i primi accordi, la programmazione e, in­fine, il via a questo doppio Festival d’A­driatico che porterà nomi e volti, libri ed esperienze anche a Vieste. Qui, a dif­ferenza da Polignano, ci sarà una sola piazza in cui gli autori interverranno a staffetta, interagendo tra loro e intervi­standosi a vicenda. Tra ima settimana, avremo tutti i nomi delle due sezioni del Festival. A Polignano, si comincerà già dalle 19 per proseguire fino a notte fonda. Tra libri, parole e quel blu del cielo e del mare.


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