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Da Vieste a Roma in bicicletta: l’impresa di 3 amanti delle due ruote

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Un vecchio adagio ci ricorda che “Tutte le strade portano a Roma”, ma la vera differenza la fa il mezzo con cui si arriva nella “città eterna”, soprattutto partendo da Vieste. Andarci in treno, in autobus o in macchina non fa notizia, andarci in aereo resta ancora un sogno, ma andarci in bicicletta è una impresa che rasenta la follia! E tale è stata, quella che tre viestani appassionati di ciclismo hanno compiuto per trascorrere la festività del 2 giugno in modo alternativo. Mauro Pagano, Alessio Di Legge e Matteo Bodinizzo sono riusciti a vincere la scommessa con loro stessi raggiungendo la Capitale dopo aver pedalato per 434 chilometri in circa 15 ore.

Commovente ed entusiasmante al tempo stesso è il racconto che Mauro Pagano ha postato sulla sua bacheca di Facebook, accompagnato da foto e video che ne mostrato i momenti salienti.

“Partenza ore 3 da Vieste, o meglio dal punto più a Est del Gargano…, abbiamo iniziato a pedalare nel buio fino a Rodi Garganico (strada che conosciamo molto bene) allora direzione Ss16 dove abbiamo fatto la 1ª colazione di giornata ma dove, eravamo un po’ “stremati” dalle temperature che abbiano trovato da Torre Mileto (6º) e fino a Campomarino… Insomma era un continuo metti/togli mantellina onde evitare di bruciare energie inutilmente… Da Campomarino è iniziato il vero giro perché da qui siamo partiti alla scoperta di strade a noi sconosciute e, arrivati nei pressi di “Valle del Lupo”, abbiamo pensato bene di fare la 2ª colazione di giornata… Ci siamo rimessi in viaggio e abbiamo incontrato Franco Maio il quale, ci ha fatto compagnia fino a Baranello (CB). L’andatura era costante perché eravamo ancora carichi e non avevamo nemmeno raggiunto il giro di boa. Salutato l’amico Franco abbiamo preso a carico altri ciclisti che, non sapendo dell’impresa preferivano stare a ruota, ma vabbè, meglio non pensarci altrimenti che IMPRESA è?! Arrivati a Isernia già eravamo consapevoli che poteva finire bene ma le gambe dopo 220 km iniziano a “criccare”… e via, in volo verso Venafro dove ci attende una bella salita ma soprattutto un bel gelato! Sembra quasi fatta ma mancano solo 155 km quando siamo a Cassino e da lì, è iniziato il vero viaggio con le temperature che si aggiravano tra i 25º e 27º! Abbiamo acceso la TESTA perché ormai le gambe c’erano ma dopo 270 km non le senti più…. Comunque altra sosta gelato a Colfelice (FR),dove ci siamo rinfrescati e dove abbiamo conosciuto bellissime persone TUTTE a bocca aperta quando gli dicevamo la destinazione (solo in un secondo momento gli abbiamo detto che eravamo in viaggio dalle 3 di notte e avevamo percorso già 300km)…. Vabbè ripartiamo, mettiamo Frosinone nel mirino et voilà…. sbagliamo strada (già era in conto) ma nulla ci ha fermato. Sosta casuale in un bar dove, dopo aver mangiato un panino, abbiamo avuto la fortuna di trovare un altro amico che ci ha accompagnato fino alla Casilina e al quale avevo promesso che avrei pregato anche per lui quando e se sarei arrivato a destinazione… Da Frosinone mancano ormai 88 a Roma (ma a San Pietro ne mancano 100) però via oramai eravamo in zona e mi ero ripromesso che sarei arrivato “anche a piedi”… Da questo momento in poi, alti e bassi, si pedalava bene o poco bene ma si continuava a pedalare ed io come spesso succede, mi avvolgo nei miei pensieri più profondi e tra una lacrima e l’altra continuo a tirare la carretta con Alessio. Sapevamo che era fatta ma “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”… e così, passiamo Anagni, Colleferro e ci fermiamo a Labico per l’ultima sosta della giornata e dove ci aspetta un’altra bella salitella… Dai ragazzi ormai è fatta dicevo… ma piangevo come un bambino e per la gioia e per altri motivi… Arrivati a San Cesareo, ci aspettava una bella discesa e li, con 400 km di strada fatta, sembrava come se fossimo appena usciti in bici. Ma adesso viene il bello: sono le 19:22 ed entriamo dentro ROMA con il traffico e il pensiero fisso a ricordare il percorso che ti porta fino a PIAZZA SAN PIETRO perché se sbagli adesso rischi davvero di far saltare le teste….ma per fortuna la lucidità non ci ha MAI lasciato e per questo dobbiamo ringraziare soprattutto Matteo che ci faceva fermare per i ristori. Comunque finita la Casilina, eravamo lì, iniziamo a vedere la storia di ROMA senza renderci conto di quello che stavamo scrivendo “noi”nelle nostre STORIE! Ormai ci siamo, faccio un giro un po’ più lungo perché volevo arrivare in fondo a quella strada dove ci aspettava sua Maestà il COLOSSEO (ore 19:52)! È FATTA!!! Ci siamo abbracciati manco avessimo vinto 1-10-100-1000 gare… perché in fondo questa tappa è per me un Trofeo alla Vita ma penso anche per gli altri… Però nulla, non si molla e si continua a pedalare tra una diretta e l’altra per i Fori Imperiali perché la meta per la quale siamo partiti era Piazza San Pietro… Arrivati a destinazione, ragazzi, le emozioni hanno avuto la meglio sulla fatica e sulla stanchezza… Eravamo lì, obiettivo raggiunto in 14h 39minuti… IMPENSABILE una cosa del genere fino a qualche anno fa….però lasciatemelo dire… non sono nessuno e rimango sempre umile ma, LA TESTA COMANDA, sempre e comunque!!!!”

Sarà stata questa l’impresa della vita, il limite insuperabile, il coronamento dei sogni per questi tre amanti del ciclismo? Sinceramente ci crediamo poco! Il tempo di smaltire la meritata euforia e metteranno in cantiere una nuova impresa che sposterà un po’ più in avanti il limite dell’irraggiungibile.


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