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IL 3 AGOSTO, A VICO DEL GARGANO, PRESENTAZIONE DI “CRONACA NUDA” DI MATTEO RIVINO

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“I libri non moriranno mai. Leggi, scrivi, pensa e vivi. Sono i punti cardinali dell’ospitalità vichese, rivolta ad accogliere chi ama i libri e la scrittura – ha dichiarato Rita Selvaggio, assessore alla Cultura – Ed è con questa convinzione che si vuole continuare a credere nel valore della parola scritta: eterna suggestione di un tempo coniugato al presente”.

E’ questo il senso della terza edizione della rassegna  “Un libro per amico”, manifestazione dell’Estate Vichese dedicata alla lettura, nel cui ambito,  martedì 3 agosto,  in Largo del Conte, con inizio alle ore 21.30, ci sarà la presentazione del  nuovo romanzo di Matteo Rivino: “Cronaca nuda” (Porto Seguro Editore). Interverrà Antonella Laganella, Giudice onoraria presso la Corte d’Appello di Campobasso, sezione Minorenni.

Sarà gradito il dialogo con il pubblico presente.

Il libro di Rivino vuole accendere i riflettori su un tema di grande attualità: la violenza contro le donne. Una storia familiare che si ripete. Al centro della vicenda Paolo, figlio unico di Giulia e Pietro. Un bambino difficile, che crea problemi a scuola compiendo atti di bullismo sui compagni più deboli. Lo seguiamo negli anni della fanciullezza, nelle sue avventure tra la scuola, il campanile, la casa, dove cresce seguendo le orme del padre, uomo da sempre violento nei confronti della moglie, che a un certo punto decide di lasciarlo, anche per cercare di educare il figlio a valori diversi. Ma Paolo, crescendo, diventa a sua volta maschilista e prevaricatore, a tratti molto pericoloso. Stenta a instaurare amicizie vere e durature. Il rapporto con le donne è problematico. Assistiamo alle sue esperienze con varie ragazze, nessuna delle quali, dopo averlo conosciuto da vicino, accetta di sottostargli, suscitando la sua ira. Non fa eccezione Letizia, che pur innamorata, non ce la fa a subire  i suoi scatti violenti. Il rapporto fra i due è il punto culminante del romanzo. Il racconto si sviluppa come un album fotografico le cui istantanee sono rappresentate dai singoli quadri che lo compongono, fino all’inaccettabile epilogo.

L’autore del romanzo, Matteo Rivino, nato a Monte Sant’Angelo, vive dal 1961 a Milano, dove ha trascorso l’intera vita lavorativa come dirigente di aziende industriali. Attaccatissimo al suo paese d’origine, dove trascorre ogni anno le vacanze estive, nel 2006 ha pubblicato “I virtuosi della trottola”, un significativo spaccato della civiltà contadina e della vita quotidiana di Monte Sant’Angelo fra la seconda guerra mondiale e il primissimo dopoguerra. Un centro culturale di altissimo livello, ma dove, spesso, a malapena, si riusciva a sbarcare il lunario.

Nel 2007, in collaborazione con Francesco Corbellini, ex presidente dell’ENEL, Rivino scrive, per la Sestante Edizioni di Bergamo, un volume dedicato alla vita della società GIE (Gruppo Industrie Elettromeccaniche per impianti all’estero SPA), di cui  è stato dirigente per 25 anni.  Il Gruppo, con sede a Milano, è stato ai vertici mondiali nel campo dei grandi impianti di produzione e distribuzione di energia elettrica. Come scrive in prefazione Luigi Iperti “la storia del GIE è un capitolo importante della storia dell’impiantistica italiana ed in particolare di quella storia, che ancora non è stata scritta, se non per occasionali capitoli, del lavoro appassionato di ingegneri, tecnici ed operai che hanno speso i loro anni migliori in giro per il mondo per contribuire a creare, attraverso gli impianti produttivi da loro costruiti, nuovi strumenti di progresso economico e sociale”. Il gruppo GIE era costituito da Ansaldo di Genova, Breda termomeccanica di Milano, Ercole Marelli & C. di Milano, Franco Tosi di Milano, Industrie elettriche di Legnano di Legnano, Italtrafo di Napoli, Magrini Galileo di Bergamo e Riva Calzoni di Milano.

Nel 2010, sempre per la Sestante Edizioni di Bergamo, Rivino pubblica “La vita da prete di don Francesco”( don “Ciccio” Ciuffreda ), parroco della Chiesetta e del rione Fosso di Monte Sant’Angelo, che ”ha umanizzato il soprannaturale a beneficio del prossimo, cui ha dedicato la vita“.

Ancora nel 2010, per Seneca Edizioni di Torino, l’Autore scrive il suo primo romanzo storico “Ai confini del Reame”. Narra la storia di due giovani, Luigino e Michele e delle loro rispettive famiglie, una dell’aristocrazia terriera, l’altra popolare, tra fine Settecento e inizio Ottocento. La vicenda si svolge a Monte Sant’Angelo ai confini, appunto, del regno di Napoli, al tempo di Ferdinando IV di Borbone. Furono gli anni in cui, sull’onda della rivoluzione francese e sotto la spinta delle armate napoleoniche, ebbe inizio il tramonto del sistema feudale, che per secoli aveva immobilizzato la società e l’economia del Sud Italia, e la trasformazione della proprietà terriera feudale in proprietà terriera privata della rampante borghesia.

Il secondo romanzo storico di Rivino “Corre il tempo”, edito da Schena, segue le vicende della cittadina garganica in un momento epocale della storia d’Italia. Protagoniste due famiglie, Peddanera e Ambrosio, seguite dal secondo decennio dell’ottocento fino ai giorni dell’Unità d’Italia e del brigantaggio postunitario, in un contesto storico riproposto con rigore. Il racconto prende le mosse da una sanguinosa spedizione di briganti, svoltasi nel 1814, allorché si stava per concludere il decennio di dominio francese sul Regno di Napoli, e accompagna i protagonisti nel lungo cammino del Risorgimento.  I fatti personali e familiari s’intrecciano con quelli collettivi, all’ombra della basilica di San Michele, al cui culto Monte Sant’Angelo deve la propria esistenza.

Si attende la conclusione della trilogia.

Teresa Maria Rauzino


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