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ISCHITELLA/ PREMIO GIANNONE POESIA E MEMORIA DEL GARGANO

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Non è un mistero che la Montagna del Sole sia da secoli fertilis terra da un punto di vista culturale e, segnatamente letterario. Certamen e ta­vole rotonde spesso vedono il Gargano la location ideale per cele­brare poeti, novelli o del passato, convegni e simposi. Sono almeno tre i premi letterari ospitati in terra garganica: il Premio Gar­gano che si celebra ogni anno a luglio, il Premio Il Sentiero dell’Anima e il Premio Ischitella dedicato alla memoria del filosofo Pietro Giannone.

Ed è proprio per celebrare il ricordo di una grande personalità culturale del pensiero occidentale, accanto alla volontà di diffondere la bellezza della poesia, che è nato il Premio Ischitella, attivo da ormai diciotto anni. Certamen nazionale aperto a poeti di tutto lo Stivale che compongano rime in vernacolo, il premio ha assunto un valore identitario molto forte, come spiega il direttore artistico e rimatore per vocazione, Vin­cenzo Luciani.

“Quest’anno il nostro premio raggiungerà il traguardo della maggiore età”, commenta con un filo di commozione l’ideatore, residente a Roma ma ischitellano di nascita.

“In diciotto anni non ci siamo mai fermati, neppure durante l’anno della pan­demia e, come da tradizione, anche quest’anno la gara letteraria si terrà e avrà una giuria di tutto rispetto, composta oltre che da me, da Rino Capu­to,docente dell’Università Tor Vergata e da tanti altri illustri personaggi. Credo che il successo dell’iniziativa dipenda molto dalla serietà con cui es­sa viene realizzata. Il premio finale concesso ai vincitori è molto ambito. I partecipanti sono poeti provenienti da ogni parte d’Italia e conoscono mol­to bene le bellezze del nostro Gargano, tanti di loro ambiscono ad aggiudi­carsi la vittoria e il premio donato consistente in un soggiorno ad Ischitella e Foce Varano, offerto dalle strutture che sostengono la gara, ad Ischitella e Foce Varano”, racconta entusiasta Luciani.

Il premio viene bandito all’inizio dell’anno, segue poi l’esame delle poesie raccolte e la stesura della rosa dei finalisti dalla quale vengono selezionati i tre classificati. “Il premio è stato intitolato a Pietro Giannoneal fine di man­tenerne viva la memoria, che ad Ischitella nacque e, secondo talune fonti storiografiche trascorse anche una parte dell’adolescenza – spiega Lucia­ni, raccontando della triste sorte che toccò all’intellettuale ischitellano, in­cappato nelle maglie della censura ecclesiastica per i suoi scritti -. Gianno­ne è stato un eccellente pensatore ma un uomo molto sfortunato e noi con questo premio miriamo a sollecitare in tanti e soprattutto in coloro che non ne conoscono la storia, la domanda sulla sua identità, un autore studiato nei licei del mio tempo, inesorabilmente finito nel dimeticatoio nei giorni nostri e la cui brillantezza di pensiero può essere paragonabile a quella di Spino­za -osserva -. Il premio vuole richiamare la sua figura, servendosi della necessità di preservare i dialetti attraverso la proprosizione di opere vernaco­lari, sempre più diffuse negli ultimi anni. Ricordo infatti che all’epoca della creazione del premio la poesia dialettale era poco apprezzata e non diffusa come lo è oggi, fortunatamente il premio ha avuto il merito con la sua riso­nanza, non solo in Italia, a rendere la produzione vernacolare più presen­te”.

La popolarità della gara letteraria oltre i confini italiani è assicurata anche dalla traduzione in lingua inglese delle opere di alcuni vincitori. Inoltre, co­me racconta l’ideatore del Certamen, il direttivo del premio ha attuato un ge­mellaggio con alcuni municipi di Roma e con il Comune di Settimo Torinese, città di tanti emigrati ischitellani.

“Vogliamo rendere noto l’entroterra garganico, per tale ragione abbiamo puntato su di una destagionalizzazione del premio, al fine di far apprezza­re la nostra terra, costituita non solo dalla bellezza dei fondali e delle spiag­ge, per un turismo diverso”, osserva il poeta, notando quanto importante sia rendere pubblica non solo la bellezza di borghi antichi come Ischitella ma anche la figura di uno dei suoi figli più illustri: Pietro Giannone omaggiato dal paese garganico con una targa. Ancora oscura, invece, resta l’attribuzione della casa natia sita nel rione “La sottana”, come riportato dagli stati delle anime del 1678, (censimenti che la curia possedeva circa gli abitanti del territorio, ndr), corrispondente grosso modo all’edificio riconosciuto da molti ischitellani come l’abitazione del pen­satore.

“Sarebbe importante farne una casa museo o una fondazione dedicata allo studio del pensiero di Giannone – ritiene Luciani -. Franzo Grande Stevens,stretto collaboratore di Gianni Agnelli, spesso nostro collaboratore ed ere­de di Pietro Giannone, ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Ischitella a cui ha donato molte opere di pregio del suo avo. Ecco, servireb­be una maggiore diffusione del nome di un intellettuale importante della no­stra terra. Per parte mia, finché avrò vita non mi risparmierò nel celebrarne la fama”, ha concluso.

claudia ferrante

l’attacco


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