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CARTABIA A FOGGIA: “NON FACCIO PROMESSE SULLA CORTE D’APPELLO”. E TANO GRASSO ACCUSA: «GLI IMPRENDITORI HANNO RELAZIONI DI CONVENIENZA CON LA MAFIA». 67 NUOVE UNITA’ IN TRIBUNALE.

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«Non è nel mio stile fare delle promesse che poi non mantengo ma vi dico che questa specifica richiesta è un po’ complicata da realizzare, perché richiede interventi normativi che dovrebbero passare attraverso una revisione della geografia giudiziaria che non posso promettere che sarà nell’immediato». Lo ha detto a Foggia la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, rispondendo alla richiesta del territorio di istituire una sezione della Corte di Appello nel capoluogo dauno. «Con questo – ha detto Cartabia – non voglio dire che non ci sia attenzione in forma in forma diversa verso questo territorio. L’attenzione è massima, le risorse ci sono, il personale sta lavorando con grande assiduità sul territorio sul territorio».

«C’è una misura a cui tengo tantissimo ed è presente nei fondi del Pnrr che è quello di istituire «l’Ufficio del Processo», cioè un arricchimento dell’organizzazione giudiziaria per cui i giovani giuristi, assistenti entreranno numerosi nelle aule giudiziarie per dare supporto ai giudici». Lo ha detto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia che oggi è a Foggia per partecipare ad una serie di incontri sulla legalità organizzati dall’Università. «Qui – dice la Ministra – arriveranno a breve, tra gennaio e febbraio, nell’ufficio del tribunale di Foggia 67 persone. Negli ultimi anni è arrivato – aggiunge – un certo numero di magistrati al Tribunale di Foggia, ma sappiamo che non basta mai, soprattutto quando il lavoro da affrontare è così tanto. Ma qui le Istituzioni ci sono, il Ministero c’è ed il Governo è accanto ad un paese e ad una terra che vuole, così evidentemente liberarsi da una morsa che la sta opprimendo».

«Il problema non è solo un problema di paura, il problema degli imprenditori foggiani è che non si espongo perché purtroppo le relazioni con la mafia in un posto come queste determinano le relazioni di convenienza. Le relazioni con la mafia, in un posto come questo, determinano le relazioni di convenienza”. Lo ha detto Tano Grasso presidente onorario del Fai, le fondazioni antiracket italiane all’ università di Foggia in un incontro alla presenza del ministro della Giustizia Marta Cartabia. “Foggia è un’emergenza nazionale non da oggi sotto il profilo della criminalità. Il fatto nuovo – ha aggiunto Grasso – è che negli ultimi anni c’è stata una reazioni da parte delle istituzioni straordinaria, dal prefetto alle autorità giudiziarie, alle forze di polizia. Una presenza dello Stato come non si era mai vista mai vista prima. C’è uno spiraglio nel mondo imprenditoriale, ci sono persone che hanno denunciato. Alcuni imprenditori vivono purtroppo con la scorta come conseguenza della loro denuncia. Ci sono state queste timide costituzione di parte civile. Ma è solo un piccolo spiraglio. La strada è lunga, è difficile è in salita e il problema non è solo un problema di paura. Questo è un pezzetto del problema”. “Quell’atto del Governo nazionale lancia un segnale a tutta la città”.

« Quell’atto del Governo nazionale lancia un segnale a tutta la città”. Lo ha detto Tano Grasso presidente onorario del Fai, le fondazioni antiracket italiane all’ università di Foggia in un incontro alla presenza del Ministro della Giustizia Marta Cartabia rispondendo ai giornalisti che gli chiedeva se lo scioglimento del Comune di Foggia per infiltrazioni mafiose potesse creare una paralisi economia del territorio. “È vero il contrario – ha aggiunto Grasso- . Quando tu attenui le infiltrazioni mafiose in un ente pubblico così importante liberi tutti e crei condizioni di libertà per tutti”.


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