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VIESTE – CI HA LASCIATO ETTORE FASANI, COLONNA DI RADIO VIESTE 1, RETEGARGANO E ONDARADIO

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Amico di quelli che non hai mai voglia di lasciare, sodale di viaggi interminabili in sala registrazione pensando al nostro paese. Il microfono per lui era quasi un optional, un asterisco, scompariva durante il dialogo fresco, genuino. La sua comunicazione era immediata, di pelle, mai costruita nei suoi programmi: da quelli musicali, satirici, di poesia. Erano una persona sola. Ettore è stato un teatrante congenito, attore protagonista  di ogni momento della radio. Si è fatto amare da tutte le generazioni.

 Rivoluzionario, pioniere di nuovi linguaggi e registri, Ettore ha intrecciato il suo stile di vita con la radio, il suo non prendersi sul serio ma con serietà.

E forse è stata proprio questa la chiave del suo successo radiofonico.

“Ho cercato sempre di fare quello che non facevano gli altri – ha raccontato – Ho cercato di fare l’altro e quindi l’altra radio, l’altra musica, l’altra canzone. Gli altri programmi con la poesia dentro e fuori. In radio improvviso, posso sperimentare: uno strumento che concede libertà. Dai classici Petrolini, Totò o Walter Chiari ho appreso il meccanismo umoristico di quello che parla di cose che non sa”.

Ettore era afflitto da ricorrenti passioni e dalla sua inconfondibile ironia che riusciva a tradurre in quadretti radiofonici vagamente artistici.

Aveva l’orecchio di un direttore d’orchestra, ma anche l’istinto di un cuoco che conosce i suoi ingredienti (memorabile anche la sua interpretazione nella farsa televisiva LA TRASTOR). È stato così per la trasmissione “Ettorevivals”, che mette in cima ai suoi “misfatti”. Passando per “Musica e Poesia”, i mitici monologhi, e soprattutto “Tir u lazz!”.

La trasmissione che riscoperse il linguaggio radiofonico, che non era fatto solo di parole e di musica ma anche di rumori, di silenzi, di montaggi incongrui.

Dove si esprimeva con un linguaggio iterativo e «sgrammaticato». “Tir u lazz…madon…madon…” teorizzò la nozione di flusso continuo e regalò, insieme a tanto divertimento, anche nozioni innovative, una sorte di meraviglioso teatro dell’assurdo per i tanti, troppi, strampalati personaggi del paese che replicava.

Programmi che fabbricavano successi, inventavano mode e tendenze, usavano come tormentone la musica folk ma anche inni di tipo militare o slogan mutuati dalla pubblicità. Una sorte di dichiarazione d’amore al suo ambiente che nessuno era capace come lui di amarlo, criticarlo e di racchiuderlo in una battuta, un tormentone, in uno slogan o riff, che diventavano in un baleno parte del linguaggio quotidiano.

Descriveva una sorta di camera delle meraviglie e abbracciava un universo fatto di passioni. Proprio il racconto di una generazione e un pezzo di storia del paese. Questa, ancora oggi, la sua attualità.

“Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino. Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria”.

Ettore, lo frequenti una vita, lo incontri gioiosamente e giornalmente in radio… e poi te lo ritrovi e ti ritrovi nei suoi “tormenti”.…nella sua raccolta di poesie “Le Pietre Oscure”.

“Io cerco/ la redenzione / assoluta / all’inclinazione subdola / di quest’umanità / io cerco / il paese fulgido”.

Ettore era questo… vero !

Il suo ultimo pizzino: Caro compare ninì, che dici abbiamo speso bene il nostro tempo per il nostro paese? Pirandello ci manda a dire che: la civiltà vuole che si auguri il buon giorno a uno che volentieri si manderebbe al diavolo; ed essere bene educati vuol dire appunto esser commedianti.”…..

Il tuo compare Ettore!

Ciao compare, compare, compare, compare…… ti abbraccia il resto della ciurma. Il tuo entusiasmo e lo spirito vitale che hai sprigionato continuerà a sostenerci, nel tuo ricordo.

Ci stringiamo a Lina, Ottavio, Gianni, Gigi.

Un altro pezzo della nostra vita scivola via per farci sentire ancora più randagi.

n.

I funerali lunedì 29 mattina alle 10,00 nella chiesa Gesù Pastore.

Visita salma da domani al cimitero.

Lentamente muore di Martha Medioros
Discorso di Marcantonio – dal Giulio Cesare di W. Shakespeare
Nostalgia di Vieste
Spot promozione “ruba un libro e corri alla punta di S. Francesco”




(libro)
https://www.booksprintedizioni.it/autore/ettore-fasani

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