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VIABILITÀ MEDIEVALE VALORIZZAZIONE DEI CAMMINI LENTI E RISCOPERTA DEGLI ANTICHI PERCORSI. LE VIE CLASSICHE TRA PASSATO E PRESENTE.

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La Via Francesca, ovverosia L’Appia Traiana, assicurava il collegamento con le coste e gli imbarchi dalla Puglia verso l’Oriente, canale di transito non solo per i pellegrini, ma anche per le mercanzie e i traffici commerciali con il nord della penisola e il mondo transalpino.

I popoli d’oltralpe furono attratti dal culto dell’angelo guerriero, principe delle celesti milizie, nel quale ritrovavano le caratteristiche del pagano Wodan, considerato dai popoli germanici dio supremo, dio della guerra, psicopompo e protettore di eroi e belligeranti.

Accanto alle iscrizioni di pellegrini provenienti dall’area longobarda, di particolare rilievo sono alcune iscrizioni in lingua runica con antroponimi di pellegrini anglosassoni che tra la fine del VII e la metà del IX secolo visitarono il santuario. Quando, verso la metà del VII sec., il duca Grimoaldo I sconfisse definitivamente i Bizantini, la diocesi di Siponto fu annessa a quella di Benevento e il santuario di Montesantangelo divenne il santuario nazionale dei Longobardi, convertitisi al cattolicesimo romano.

Un’altra importante strada romana che attraversava il territorio della Daunia era la Via Litoranea: costeggiava l’Adriatico fino ad Histonium (Vasto), di qui giungeva a Larino ed entrava in Apulia, dopo aver superato il fiume Fortore. Dalla città di Teanum Apulum, prima stazione daunia della Litoranea, la strada giungeva in località Brancia nei pressi dell’attuale stazione ferroviaria di San Marco in Lamis.

Le fotografie aree, i rinvenimenti di pietre miliari, le tracce a volte affioranti in più punti confermano che la via Litoranea seguiva all’incirca il percorso dell’attuale pedegarganica Lasciandosi a sinistra il promontorio del Gargano e costeggiando il corso del fiume Candelaro, si giungeva a Siponto e, sempre lungo il mare, si arrivava a Brindisi. Il geografo arabo Idrisi attesta, per l’epoca normanna, l’esistenza di un percorso che collegava Melfi con la città di Lesina, attraversando l’intero territorio della Daunia, intersecava la via Francesca con la Litoranea. Insomma, antichi percorsi che intrecciano la propria storia con la viabilità moderna che spesso pare rappresentare un ostacolo alla divulgazione delle pratiche legate ai “cammini lenti”, sempre più di moda.

Teresa Maria Rauzino

edicoladelsud


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