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REGIONE/ DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO: CON EMILIANO 27 E NON 29 CONSIGLIERI REGIONALI

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La maggioranza che sostiene Michele Emiliano deve essere di 27 consiglieri e non di 29 come stabilito nella fase di attribuzione dei seggi, nell’autunno del 2020. Il Consiglio di Stato, con un’ordinanza depositata stamattina, ha respinto il ricorso presentato dai due consiglieri destinati a uscire (Peppino Longo e Mario Pendinelli) confermando la sentenza del Tar di Bari, della quale era stata chiesta la sospensione. La partita, però, non è ancora definitivamente chiusa, perché il Consiglio di Stato ha rinviato all’udienza pubblica del 29 marzo per discutere il merito della questione. Dunque se ne tornerà a parlare. Al posto di Longo e Pendinelli (centrosinistra) entreranno i due consiglieri di centrodestra Antonio Scalera e Vito De Palma.

Il primo effetto dell’ordinanza del Consiglio di Stato è che il Consiglio regionale previsto per oggi, che deve votare i tre delegati per l’elezione del Presidente della Repubblica, slitterà di qualche ora. Il Consiglio regionale dovrà prendere atto dell’ordinanza dei giudici amministrativi e modificare la composizione dei consiglieri da convocare. E’ possibile che la riunione dell’Assemblea slitti di sole 24 ore e si celebri domani venerdì 14 gennaio. La sentenza del Tar (confermata in questa fase cautelare dall’ordinanza del Consiglio di Stato) si basa sul principio di attribuzione dei seggi di maggioranza, principio fondato sul criterio della gradualità: più voti prende la coalizione, più ampia la sua maggioranza (a 27, 28 o 29 consiglieri). Secondo il Tar e il Consiglio di Stato – questo è il punto in questione – dal calcolo dei voti assegnati alla coalizione vittoriosa devono essere sottratti i suffragi andati alle liste che non abbiano superato la soglia di sbarramento del 4% (utile per partecipare alla ripartizione dei seggi). I sostenitori della tesi opposta, a supporto dei ricorsi dei consiglieri esclusi Longo e Pendinelli, in questo modo non si terrebbe conto del voto di 257mila pugliesi (che hanno votato per liste di centrosinistra che non hanno preso seggi).

Ci sono già le prime reazioni all’ordinanza. I legali di Longo e Pendinelli fanno sapere che la decisione si fonda su un «falso storico, al quale reagiremo sicuramente». Il «falso» è presto detto: i giudici del Consiglio di Stato considerano la sostituzione dei consiglieri (gli uscenti Longo e Pendinelli con i subentranti Scalera e Di Palma) come già avvenuta. «Faremo certamente valere questa situazione» dicono i legali. Insomma: i giudici romani potrebbero aver deciso nel senso di non modificare la composizione del Consiglio regionale — almeno fino alla decisione nel merito — ma immaginando che l’avvicendamento dei consiglieri fosse già avvenuto. E invece proprio la sostituzione ha determinato lo slittamento del Consiglio regionale di qualche ora.


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