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FOGGIA/ ASSEDIO CRIMINALE IL GOVERNO ADESSO PENSA ALLA RIVOLUZIONE DELLA DDA

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Più risorse tra forze dell’ordine, magistrati e personale amministrativo. Per fronteggiare un’emergenza criminale che dall’inizio dell’anno non dà tregua nell’intero territorio foggiano, a San Severo in particolare. Nove attentati in poco più di dieci giorni: bombe fatte esplodere davanti agli esercizi commerciali nel cuore della notte, anche simultaneamente in luoghi diversi. È una sfida alle istituzioni. Domani in prefettura a Foggia, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese presiederà il Comitato provinciale per l’Ordine e sicurezza pubblica con i vertici delle forze di polizia dove saranno valutate le nuove misure da assumere sul territorio e ieri mattina, intanto, il sottosegretario alla giustizia Anna Macina assieme a una delegazione di parlamentari del M5S, ha incontrato a Foggia il procuratore Ludovico Vaccaro.

«Con il procuratore di Foggia abbiamo condiviso – ha detto- una questione che abbiamo sollevato con la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, che riguarda la proposta che prevede la presenza fisica del pool che è in carico alla Dda di Bari ma che indaga e lavora su Foggia prevedendo la possibilità che sia presente qui sul territorio. Avevo già avuto la disponibilità e il mandato della ministra di verificare la fattibilità di questo ed è fattibile. È una cosa sulla quale si lavorerà anche con il procuratore Vaccaro».

A proposito di possibili nuove risorse il sottosegretario aggiunge che a Foggia «nel corso degli ultimi 3 anni si è registrata una serie di interventi che riguardano l’ampliamento della pianta organica ordinaria della magistratura» ed ora «prevederà delle unità in più di personale amministrativo. Sono stati fatti investimenti anche sulla Cittadella della Giustizia – ha spiegato ancora – ci sono 70 milioni di euro stanziati nella legge di bilancio del 2018; c’è l’istituzione della Dia e c’è anche l’arrivo di 50 uomini che la ministra Lamorgese ha annunciato».

Nella notte di ieri carabinieri, poliziotti e finanzieri hanno eseguito decine di perquisizioni e controlli nelle aree più sensibili di Foggia e della provincia. «Proseguiamo come da anni stiamo facendo con una operazione di grande impegno di tutta la squadra Stato – ha detto il procuratore Ludovico Vaccaro – cerchiamo di fare tutto il possibile. Purtroppo è una criminalità ancora aggressiva, violenta, proterva, ma noi continueremo a combattere. Lunedì (in occasione del comitato in prefettura, ndr) presenteremo le necessità che il territorio ha di ulteriori rinforzi. Personalmente non sottovaluto questi episodi e tutto quello che sta accadendo.

Non sono segni di debolezza come si potrebbe intendere, ma segnali, secondo me, di una criminalità ancora attiva sul territorio. Quindi dobbiamo proseguire nell’opera che da anni stiamo portando avanti con straordinario impegno. Un impegno che c’è, c’è stato, e ci sarà».

Il prefetto di Foggia, Carmine Esposito, nell’incontro con il sottosegretario Macina e il procuratore Vaccaro ha sottolineato invece come il territorio foggiano dopo la strage di San Marco in Lamis il 9 agosto quando furono uccise 4 persone, tra cui due contadini innocenti, si sia «riscattato con 700 arresti per criminalità organizzata, 70 milioni di sequestro di beni, cinque comuni sciolti per mafia, 100 interdittive antimafia e 120 operazioni di polizia. Penso che non si possano avere delle incertezze: la risposta dello Stato c’è stata – dice il prefetto – attendiamo che il ministro ci dia delle ulteriori direttive per perfezionare il nostro intervento, per come fare meglio e di più. Però l’impegno ci sarà sempre». Il prefetto conclude che non darà tregua «a quelli che sono contro questa comunità.

Non consentiremo a nessuno di mettere le mani sulla gente di questa terra che, per la maggior parte, è gente buona che non va offesa nella propria dignità, nel proprio decoro. È una scelta tra la libertà delle istituzioni e quella contrapposta, ovvero la schiavitù nelle mani della criminalità organizzata»


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